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Vipere a San Marco

Paolo Forcellini, Marsilio 2021

Ex libris - Elisabetta Bolondi 02/04/2021

La copertina del libro La copertina del libro Una lettura leggera, ironica, divertente, intelligente suggerita per il week-end ancora casalingo per tutti noi: "Vipere a San Marco" del giornalista Paolo Forcellini, appena pubblicato dalla veneziana Marsilio, incuriosisce e si fa leggere con piacere. Giornalismo, indagini di polizia, storia dell'arte, scoperta delle parti più recondite della laguna di Venezia, eredità storiche, tutto questo, condito dai piatti più gustosi della cucina veneziana e dal prosecco di Valdobbiadene, è riuscito a condensare l'autore. La vicenda comincia con una notizia da prima pagina: è scomparso il Patriarca di Venezia, l'unico porporato italiano che può fregiarsi di questo antico titolo storico, portato via o fuggito nottetempo dal palazzo del Patriarcato, nel popolatissimo centro della città lagunare.
 
Il vicequestore Possamai e il giornalista inviato del quotidiano L'Istrice sono amici, hanno stabilito un reciproco rapporto di fiducia che risale ad indagini precedenti, e scatta quindi la loro alleanza nella ricerca del cardinale, sant'uomo di cui non si conoscono vizi ma solo virtù, sparito senza che ci siano testimoni del suo forzato allontanamento. Compaiono diversi personaggi, la giovane e bellissima giornalista Gaspara, che si occupa di cultura, valente storica d'arte con una poco nascosta simpatia per l'ultracinquantenne Alvise Salvadego, maglietta Fred Perry, mocassini da barca e un rapporto difficile con l'alcol: da anni ha dovuto sostituirlo con succo di pomodoro condito, una enormità per un veneto!
 
La storia si complica come sempre nei gialli; ad un primo delitto, un autista di taxi acqueo trovato con due proiettili in testa, si aggiunge la ormai lunga assenza del patriarca, che desta grande angoscia nell'opinione pubblica cittadina. Salvadego però, curioso e abile, scopre tracce, segue piste, cerca aiuto, si muove come un'anguilla in quel nido di vipere che è la sua redazione, dove aleggiano invidie e delazioni, e finalmente con l'aiuto di Gaspara detta Gas, dagli occhi viola e dalla scollature più che generose, insieme al vicequestore Possamai, affamato di granseole, insalate di mare e polenta con osei, frequentatore assiduo di ristorantini e osterie, riesce a indirizzare le indagini nel luogo giusto, scoprendo un marciume insospettato proprio dentro il patriarcato di San Marco.
 
L'uso del dialetto veneziano forse non sarà apprezzato dai lettori, ma ormai poliziotti detective, giornalisti e investigatori, i personaggi più popolari dell'attuale narrativa di genere, si segnalano per parlare il loro dialetto: Camilleri ha fatto scuola. Molto interessante in questo romanzo la competenza nella storia cittadina, dalla toponomastica alla conoscenza di storie, leggende, aneddoti che nei secoli hanno reso grande la Serenissima nella storia mondiale. Non sapevo che gli anelli preziosissimi che ogni anno vengono gettati dal Bucintoro per lo sposalizio col mare, fossero andati perduti tutti, tranne uno: fa parte del tesoro di San Marco, come anche altre decine di oggetti preziosissimi, quelli di cui Napoleone Bonaparte non è riuscito ad impadronirsi. Buona lettura agli amanti del giallo artistico-gastronomico!
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