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Buonvino e il caso del bambino scomparso

Walter Veltroni, Marsilio 2020

Ex libris - Elisabetta Bolondi 19/11/2020

La copertina del libro La copertina del libro Walter Veltroni non ha mai nascosto la sua passione per il giallo. Eccolo al secondo romanzo dedicato alle inchieste di Giovanni Buonvino, commissario anomalo della Polizia di Stato, ormai insediato con onore nel Commissariato di Villa Borghese dopo aver brillantemente risolto un caso doloroso coadiuvato da una squadra fedele quanto improbabile, almeno agli occhi dei suoi superiori. Ai personaggi che abbiamo conosciuto se ne aggiungono due: un torinese spocchioso e una bella donna, Veronica Viganò, vedova di un collega, bellissima, tanto da ricordare al cinefilo Buonvino la sua attrice preferita, Alida Valli, di cui porta nel portafoglio due foto indimenticabili. Una giovane donna, Daniela, ha riconosciuto il commissario durante una passeggiata a Villa Borghese e gli chiede un appuntamento per parlare di una drammatica vicenda familiare avvenuta undici anni prima: suo fratello Aldo, un bambino di otto anni, in un attimo di disattenzione dei suoi genitori e di lei stessa, allora quattordicenne, era scomparso senza lasciare traccia. Le indagini non avevano dato alcun esito ed erano state abbandonate. Poco dopo il padre, Girolamo Nodari, si era buttato dal balcone sotto gli occhi della figlia. Ora la madre Luisa viveva in una sorta di lucida follia, dipingendo e ascoltando musica ad altissimo volume, mentre il rapporto con la figlia Daniela era completamente deteriorato, costruito solo su accuse, sensi di colpa, malcelato odio.
 
La squadra di Buonvino si mette al lavoro ed emergono dettagli ed episodi mai affrontati prima: la precedente indagine si era conclusa frettolosamente da parte un giudice che aveva puntato solo su una pista di pedofilia, risultata inconsistente. Ma al di là della trama, quello che colpisce nel libro di Veltroni è il numero straordinario di citazioni, letterarie, musicali, cinematografiche, artistiche: attraverso l'espediente del giallo Veltroni sembra voler continuare a raccontarci la sua idea della società, della cultura, della filosofia, della libertà, del rispetto delle minoranze, della famiglia. Ad ogni pagina cogliamo un riferimento ai grandi letterati, Dante, proposto ripetutamente, ma anche Oscar Wilde, Charles Dickens, Lucrezio, Caproni, Stefano Benni. Poi ci sono i pittori, Hopper, i musicisti, Morricone, i Beatles, Billie Holiday, e soprattutto i film: una vera antologia dei film, dei registi, degli attori che hanno incantato il Veltroni-Buonvino: inutile nominarli tutti, ma ricordiamo i più significativi: Il postino, con l'indimenticabile Massimo Troisi, Nanni Moretti con Caro Diario, e tutto Hitchcock, soprattutto amato per il Caso Paradine, con Alida Valli, che somiglia così tanto alla poliziotta Veronica.
 
La trama del libro si segue con interesse, data l'attualità dei temi trattati, finanza che ha rovinato migliaia di persone, infiltrazioni malavitose provenienti dalla Locride, mele marce nell'ambito della magistratura, paradisi fiscali mai davvero perseguiti. Ma tutto il racconto sembra girare attorno ai luoghi amati dall'autore: La Casa del Cinema, il Parco dei Daini, il Giardino del Lago, la Galleria Borghese, il Bioparco, quasi a voler dire che malgrado il susseguirsi di atti criminali, di disastri familiari, di corruzione e cattiva gestione della giustizia, Roma riesce in qualche modo, con la sua eterna bellezza, ad affrontare la contemporaneità con un filo di speranza: ci sono ancora poliziotti onesti e motivati, la cultura non è scomparsa dagli orizzonti di chi è chiamato a compiti talvolta ingrati. Il commissario Buonvino ha difficoltà, anche se deve, ad arrestare e mandare in prigione i colpevoli: sa che un sistema carcerario infernale non rieducherà l'arrestato. Nelle pagine del giallo, dunque, si affacciano le idee di Veltroni, il riformista progressista che non fa più politica attiva, ma scrive. Sulla qualità letteraria del libro non mi pronuncio, ma non credo che nelle intenzioni dell'autore lo stile della comunicazione sia in cima ai suoi obiettivi. Io però mi sono divertita, come sempre con Veltroni. E il libro si sta vendendo, cosa che in tempi cupi è una buona notizia.
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