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Seingalt, Il re e il libertino

Lapo Sagramoso, La Torre dei Venti - 2020

Ex libris - Elisabetta Bolondi 09/10/2020

Seingalt, Il re e il libertino Seingalt, Il re e il libertino L’artista veneto Luca Sagramoso ha grande passione per il romanzo storico. In questo piacevolissimo libro dal titolo “Seingalt, Il re e il libertino”, i due protagonisti, Giacomo Casanova e Luigi XVI di Francia, sono noti personaggi ma l’autore ce li presenta da un punto di vista diverso, riscrivendo una pagina di storia tragica, quella che condusse il re di Francia alla ghigliottina, con una eleganza, una leggerezza ed una interpretazione di fantasia, alquanto verosimile però. Il vecchio libertino Casanova, scampato a tante tempeste, alla prigione, alle fughe rocambolesche e alle avventure erotiche che lo hanno reso celebre, abbandona il castello dove si e ridotto a fare il bibliotecario e, attraverso una serie di inganni, travestimenti, cambi di identità si trova al centro di un complotto teso a salvare la famiglia reale , Luigi, Maria Antonietta, i delfini e le dame del seguito, in fuga verso il confine dove sono attesi da lealisti che vogliono metterli in salvo. Malgrado le enormi cifre pagate per corrompere militari, guardia nazionale, piccoli potentati locali, arrivata nel piccolo villaggio di Varennes la berlina reale viene fermata, il re riconosciuto, e la folla ne richiede l’immediato ritorno a Parigi: Casanova, che a preso il suo eteronimo e si presenta come il barone di Seingalt, inventa stratagemmi, crea alleanze con personaggi discutibili, fa ogni tentativo per consentire la fuga dei fuggiaschi, ma non riesce nel suo intento. Decide allora di seguire il destino del re, di accompagnarlo a Parigi dove si traveste da valletto, e come tale viene accettato da Luigi, di cui condividerà la situazione precaria, la prigionia al Tempio, la separazione dalla regina, il processo che subisce dinanzi al popolo di Francia. Casanova è un uomo audace, capace di barare al tavolo da gioco, di sedurre donne di ogni condizione, di millantare titoli che non ha, di legarsi a personaggi discutibili per origine e moralità, ma, arrivato alla soglia dei settanta anni, si trova di fronte ad una scelta: vuole salvare il re, la monarchia, il mondo in cui è vissuto e nel quale ancora crede. Malgrado abbia talento d’attore e sappia trasformare il suo aspetto, una sorta di Zelig nello squallore della prigione, Casanova ovviamente non riesce nella sua ultima coraggiosa impresa, la fuga e la salvezza di Luigi e Maria Antonietta. Il mondo nuovo che si va profilando in Francia ed in tutta l’Europa non fa per lui, e il fallimento della sua impresa si evidenzia nell’ultima notte d’amore con la principessa di Lamballe, la più intima amica della regina: un amplesso fra due corpi destinati ad una fine imminente.
 
Luca Sagramoso rilegge la storia attraverso una scrittura agile, anche se approfondisce molti temi nel suo racconto rendendoli vivi ed immediati per il lettore: la vita quotidiana, i riti del bel vivere, la presenza di valletti, cameriere, sarti, modiste, parrucchieri, acconciatori che avevano impazzato a Versailles e alla Tuileries durante l’assolutismo monarchico, non ci sono più. Ora il re deve accontentarsi di un unico uomo, e Giacomo Casanova si mette umilmente al servizio di questo simbolo della regalità, che gli uomini della Rivoluzione, descritti come rozzi, goffi, ineleganti, violenti, non sono neppure in grado di apprezzare. Insomma la storia vista dalla parte dell’antico regime, con ironia e voglia di rileggere quei tragici avvenimenti in modo più approfondito ma anche più libero da schemi e pregiudizi. La cagna, l’austriaca, l’oggetto del dileggio finirà dignitosamente sul patibolo, preceduta dal re nel gennaio 1793: il mondo nuovo nasce dal sangue di migliaia di nobili, quelli che non erano riusciti a mettersi in salvo vendendo oro e diamanti ad affaristi imbroglioni. Nel romanzo di Sagramoso compaiono tutti, principi del sangue e finti preti, cameriere pronte a cadere nel letto del libertino e soldati fedeli, tavoli da Faraona dove si perdono patrimoni che finiscono in mano a bari spregiudicati, viaggi in scomode carrozze e locande fetide, palazzi lussuosi e soprattutto Casanova, immortalato da Fellini, da Scola, da tanti romanzi e qui divenuto un personaggio pieno di contraddizioni ma alla fine ricco di una inedita umanità.
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