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Morti ma senza esagerare

Fabio Bartolomei, edizioni E/O - 2020

Ex libris - Elisabetta Bolondi 31/07/2020

Morti ma senza esagerare Morti ma senza esagerare Questo piccolo romanzo appena uscito da E/O di Fabio Bartolomei è intenso e pieno di suggestioni. Sottolinea le difficoltà nel    rapporto tra genitori e figli, in questo caso una donna di trentasette anni, Vera, che ha appena perso entrambi i genitori in un incidente d’auto, e che subito dopo il funerale, si ritrova, nell’appartamento dei suoi in cui è cresciuta, di fronte a loro, apparentemente risuscitati. Matilde, terribile professoressa al liceo cittadino, e Armando, puntiglioso ragioniere, sono tornati dall’aldilà, solo perché la figlia aveva dichiarato di aver ancora estremo bisogno di loro. Una storia che racconta con empatia la condizione di tanti giovani adulti, quarantenni, che sono rimasti figli, anche se hanno lasciato la casa paterna. La precarietà del lavoro, dei sentimenti, delle prospettive di vita, ha reso un’intera generazione incerta, problematica, sofferente, instabile: ecco Vera dichiarare la propria dipendenza, l’impossibilità di sentirsi davvero realizzata senza la presenza accudente, tranquillizzante di quella coppia così avversata, così respinta nelle loro ripetitive frasi, abitudini, stereotipi.
 
La casa piccolo borghese, il lume a forma di scolapasta, il timer a forma di uovo, lo zerbino a forma di gatto, le pareti un po’ annerite, sono il luogo da cui la giovane donna, laureata ma impiegata come cameriera in un pub, con una storia sentimentale incerta, ha trovato rifugio dopo la morte dei genitori che ora ritrova pronti a prepararle una camomilla, a ricordarle la ricetta delle lasagne, a rassicurarla sulla sua salute. Una storia originale, un po’ fantasy, ma neppure troppo: in realtà la storia appare molto concreta, molto ben descritta la sofferenza che attanaglia tanti figli incapaci di diventare adulti maturi e consapevoli, troppo abituati alla rassicurante rete familiare, così respinta dal punto di vista ideologico, ma così rimpianta sul piano della vita quotidiana. Fabio Bartolomei si rivela attento osservatore dei meccanismi psicologici che legano le generazioni, che ripropone nel libro con malcelata ironia che nasconde la condivisione con la sofferenza dei nostri ormai non più giovani,  sempre in cerca di rassicurazioni: Matilde e Armando potranno tornare nel loro paradiso,  quando  nel suo percorso Vera potrà finalmente amare davvero i suoi genitori, la banalità delle loro affermazioni, “la frutta non ha più il sapore di una volta”, consapevole che loro le hanno dato davvero tutto. Fabio Bartolomei, ha scritto un libro intelligente, delizioso, utile a chi vive in questi tempi così pieni di incertezze affettive.
 
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