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La bambina senza il sorriso

Antonio Menna, Marsilio 2020

Ex libris - Elisabetta Bolondi 17/07/2020

La copertina del libro La copertina del libro Marsilio propone nella sua collana di gialli/thriller, un mix di generi che piacciono al pubblico, questo piacevole romanzo di ambiente napoletano, “La bambina senza il sorriso”, raccontato con ironia e consapevolezza di pregi e difetti dei suoi concittadini dal giornalista del Mattino Antonio Menna. Tony Perduto, un nome singolare, è giornalista precario in una testata che lo sfrutta, lo sottopaga, non lo assume malgrado sia dotato di una penna attenta ed affilata. Bussa alla porta del suo piccolo appartamento nei Quartieri Spagnoli la piccola Chiara, di dieci anni, che gli chiede aiuto con molta serietà perché suo padre, Carmine Maiorano, è sparito mentre passeggiava con lei nel quartiere, abbandonandola. Ora la bambina, molto seria e compunta, gli chiede un articolo in cui ci sia l’appello per avere notizie dell’uomo scomparso. Tony si trova in difficoltà con la famiglia della bambina, con la polizia, con il direttore del suo giornale: non vi è stata denuncia di scomparsa, la moglie è certa che sia l’ennesima scappatella di un marito infedele, il potente suocero non vuole pubblicità che sarebbe negativa per i suoi affari, il commissario Pallone pensa che Tony Perduto sia un portatore di grane e lo allontana.
 
Invece il reporter detective è convinto che ci sia qualcosa di losco e misterioso dietro quella scomparsa, indaga, chiede, e finalmente trova una traccia: la commessa di Feltrinelli a piazza dei Martiri, la bella Federica, è stata l’amante di Carmine e qualcosa sa… Antonio Menna ci accompagna lungo le strade del centro e della periferia napoletana, ci fa sedere nei caffè eleganti, nei meandri dei quartieri dove nei bassi vive una variegata umanità, nei palazzi aristocratici, nei luoghi del degrado di una metropoli del sud che avrebbe potuto tornare ad essere la grande capitale che era stata nei secoli passati. Padri, madri, figli, abbandoni: un filo rosso scorre nelle pagine del romanzo, originale, ben scritto, molto napoletano pieno com’è di contraddizioni tra un ceto ricco e indifferente, uno numeroso ridotto alla sopravvivenza, bische clandestine, periferie degradate, cibi appetitosi e ben cucinati, quelli che solo una mamma amorosa riesce con pochi mezzi a confezionare. In mezzo al brulicare della vita cittadina, ecco comparire le poesie di Anne Sexton, “Al mio amante che torna da sua moglie”: c’è anche questo nel romanzo di Antonio Menna, pieno di poesia nascosta, come è nascosto il sorriso della piccola Chiara.
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