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Frieda

Annabel Abbs, Einaudi 2020

Ex libris - Elisabetta Bolondi 10/07/2020

La copertina del libro La copertina del libro Tutte le curiosità dei lettori del romanzo culto di D.H. Lawrence vengono appagate dal libro della scrittrice inglese Annabel Abbs, che in "Frieda", uscito ora in italiano con la traduzione di Federica Aceto, ci fa entrare nel mondo di questa ragazza tedesca, figlia di un aristocratico militare prussiano, sorella minore di due donne spregiudicate, Elisabeth e Nusch, andata sposa giovanissima ad un professore di etimologia nella triste città di Nottingham, proprio vicino alla foresta di Sherwood: del libertario Robin Hood la bella e paffuta tedesca ha qualcosa nei tratti psicologici, che la portano, malgrado madre di tre bambini, Monty, Barby ed Elsa, a voler fuggire della cupa e puritana atmosfera inglese: ottiene dal marito, distratto, freddo, malgrado ami la moglie, di tornare in Germania per un breve periodo. Siamo nel 1907 e Frieda parte per Monaco con Monty, appena undicenne e morbosamente attaccato a lei.
 
Incoraggiata dalle sorelle la giovane madre respira un'aria di libertà, conosce le nuove idee introdotte da Freud e Jung, incontra Otto, un medico seguace dei due psicanalisti che pratica il libero amore, la totale libertà degli individui, maschi e femmine, e convince Frieda a seguirlo, non solo in un trasgressivo rapporto sessuale, ma anche nelle sue idee rivoluzionarie sulla società. Un carteggio fra i due, anche se Frieda torna a casa dal marito Ernest, sarà determinante nella sua formazione e nelle sue idee di libertà. Qualche anno dopo Frieda incontra un geniale ex studente di suo marito Ernest, sempre più immerso nel suoi studi accademici, inconsapevole del vulcano che si cela nella testa della moglie: si tratta proprio di Lawrence, figlio di un minatore, intelligente, sensibile, ambizioso. Fra i due scoppia una tempesta amorosa che durerà l'intera vita.
 
Frieda lascia la sua casa, le sue abitudini alto borghesi, gli stemmi nobiliari sui suoi oggetti di toletta, e soprattutto lascia con enorme dolore i suoi tre figli: lo scrittore, che lei chiama Lorenzo, non può fare a meno di lei e forse lei di lui. Vivono in Italia, viaggiano, in perenne miseria, litigando ed amandosi furiosamente. Il marito Ernest, distrutto dal dolore per l'abbandono e travolto dallo scandalo, non le concede il divorzio, le nega i figli, rasenta crisi di follia autodistruttiva, manda i ragazzi a vivere con la sua famiglia. Non potranno rivedere Mutti, che credono ammalata, e sono profondamente infelici. La travolgente storia d'amore e di composizione di capolavori letterari che accompagna la vita dei due protagonisti, Frieda e Lorenzo, viene raccontata da Annabel Abbs con grande equilibrio, intensa partecipazione emotiva alle vicende dei vari attori: capace di identificarsi con la follia di Ernest, la solitudine disperata di Monty, l'inconsapevolezza delle due figlie minori, la rigidità perbenista della famiglia Weekley, atterrata nella sua dignità dallo scandalo della "donnaccia satanica" tedesca.
 
Compare in un cammeo anche Katherine Mansfield, l'unica donna libera che appoggia Frieda nella sua spasmodica ricerca dei figli, che le sono stati sottratti dal rigore della legge inglese che non perdona l'adulterio e l'abbandono del tetto coniugale. Bellissimo questo libro che segue l'ispirazione del geniale Lawrence a cui però, come ben ricostruisce l'autrice, Frieda ha dato una continua e determinante ispirazione: tutti i personaggi femminili dei romanzi del grande narratore inglese ricalcano la figura della bella Frieda, donna coraggiosa, libera, un'ape regina ribelle e forte, capace di superare barriere sociali, psicologiche, emotive, sessuali, facendo da apripista in un tempo di rivendicazioni femministe, quelli delle suffragette inglesi, che lei ritiene limitate e con le quali non si identifica. Nottingham, Monaco, Metz, Londra, il lago di Garda, infine Firenze sono gli scenari in cui si muovono i tanti personaggi di questo romanzo, che racconta un pezzo di società novecentesca cambiata profondamente da un libro: "L'amante di lady Chatterley" è il vero sottotesto di tutta la vicenda raccontata con un linguaggio fluido ed accattivante. 
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