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Sidera Addere Caelo

Elfriede Gaeng - Carabba, 2020

Ex libris - Elisabetta Bolondi 02/07/2020

Sidera Addere Caelo Sidera Addere Caelo Elfriede Gaeng pubblica per Carabba “Sidera Addere Caelo”, un romanzo impegnativo, frutto di uno studio approfondito sul mondo della  Storia dell’Arte partendo da una delle più antiche e prestigiose istituzioni culturali romane: l’Accademia di San Luca, un luogo straordinario che raccoglie storia, opere d’arte, personaggi famosi che hanno contribuito  a  rendere  grande la  tradizione culturale romana sin dalla sua fondazione, che risale alla fine del ‘500. L’autrice mescola nella sua ispirazione,  Raffaello Sanzio proprio in occasione del quinto centenario della sua morte, diversi generi letterari che le sono familiari: la rievocazione  storico- sociale, il thriller ma soprattutto il fantasy, che in questo libro ha  punte di grande originalità. L’aspetto del romanzo che più colpisce è la cura dei dettagli, l’approfondimento che la Gaeng ha fatto lavorando sulle fonti del ricco passato della storia del Rinascimento romano. Nel libro si respira quell’aria così ricca di suggestioni che vide la realizzazione in pochi anni delle più significative opere dell’arte italiana, per la presenza in città di personalità straordinarie. Raffaello emerge fra tutti.
 
Tuttavia il romanzo è ambientato a partire del 1990, l’anno in cui si svolsero nella città i campionati mondiali di calcio: in concomitanza con quell’evento parte lo spunto narrativo del libro. Si decide di chiudere per un breve periodo l’Accademia, che ha sede in Palazzo Carpegna, presso la Fontana di Trevi, e questo antefatto ci permette di incontrare alcuni dei personaggi della storia: Ugo Zardi, il più giovane Segretario Generale dell’Accademia, colto, ambizioso e scaltro, deciso a scalare il potere nell’ambito dell’istituzione a qualunque prezzo, pur di riportarla ai fasti che merita. Lora Altieri, elegante storica dell’arte, esperta responsabile delle Collezioni, dotata di strani poteri: i fantasmi le fanno compagnia e le parlano in modo misterioso. C’è poi un uomo piccolo, un nano, Taddeo Dal Monte, rigoroso custode dell’Accademia a cui dedica tutto sé stesso, fedele all’ormai anziano Presidente, Claudio Guerrera, dalla straordinaria cultura artistica: uno studioso che annota su preziosi taccuini di pelle i suoi appunti, le sue scoperte, vergate con una pregiata stilografica. Federica Santangelo è una giovane biologa, amica d’infanzia di Zardi: fra i due è nato uno strano sodalizio, che sarà il focus narrativo della storia raccontata dal romanzo venticinque anni dopo. La parte più intrigante del libro si svolge infatti nel 2015, ma non è possibile parlarne per non privare i lettori di sorprese, di misteriose apparizioni, in sogno e non solo.
 
Ora i protagonisti sono due ragazzi: il pittore Luca, figlio di Ugo Zardi e di Federica Santangelo, poco legato al padre ma devotissimo a Taddeo, e la studiosa americana di Raffaello Phyllis White, di origine italiana, giunta a Roma   per le sue ricerche, subito in sintonia con Luca, artista già molto quotato anche se ancora incerto sul percorso artistico che gli si addica di più. In un crescendo di colpi di scena seguiamo i personaggi nel cuore dei Musei Vaticani, nelle Stanze di Raffaello, dove alti prelati favoriscono gli studi dei giovani appassionati seguendone le misteriose aspirazioni. Elfriede Gaeng si è identificata in questo lavoro certosino di studio e di ricerca con artisti, storici dell’arte e dell’architettura, viaggiatori curiosi e sapienti, regalandoci un romanzo insolito, un sorta di viaggio misterioso nel tempo, tra un passato glorioso ed un presente non troppo piacevole: l’autrice sa che la Roma attuale è luogo di violenza e di insensatezza, spesso nei luoghi dedicati alla bellezza. Vicino alla Galleria Borghese, a pochi passi da una delle opere più celebri di Raffaello, la Deposizione Baglioni, la Gaeng ambienta una delle pagine più dure del libro, che creano un cortocircuito narrativo tra passato e presente di forte impatto emotivo. La scrittura limpida e articolata segnalano una evoluzione di grande qualità nell’opera narrativa dell’autrice: come se parlare di Bellezza, Arte, Passione, Roma, Raffaello, Amore per la cultura, avessero dato alla scrittrice una grazia particolare, una ispirazione felice, una visione del mondo più chiara: l’intento di restituire la Bellezza ad una Roma martoriata dal degrado e della corruzione, attraverso la funzione salvifica dell’Arte, che non ha tempo né età. Dunque un fantasy di grande attualità nel suo obiettivo di raggiungere, attraverso i grandi classici, siano Ovidio, da cui è tratto il suggestivo titolo del libro, o Erasmo da Rotterdam, o John Keats, citato nell’esergo, la Verità attraverso la Bellezza.
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