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Conosci l'estate?

Simona Tanzini, Sellerio - 2020

Ex libris - Elisabetta Bolondi 18/06/2020

Conosci l'estate? Conosci l'estate? L’esordiente nella narrativa Simona Tanzini lascia il lettore all’inizio un po’ disorientato, tanti sono i temi, gli stili, i paesaggi, i personaggi, i cibi, i vini,  i suoni, gli odori, le gradazioni di colore che la scrittrice, giornalista appena trasferitasi a Palermo, mette insieme nel suo  romanzo un po’ noir, molto letterario, che intitola “Conosci l’estate?”: significativo il punto interrogativo, perché molte domande si propongono leggendo il libro. Viola, voce narrante, è una giornalista/conduttrice di una tv privata, la Adi, e da meno di un anno vive a Palermo, ma è romana. Ha diverse anomalie, Viola, di tipo fisico, una leggera disabilità nell’uso delle gambe, e una neurologica: la figura retorica della sinestesia fa parte del suo modo di essere: le persone che incontra hanno per lei un colore, ben definito, che si associa con dei suoni e che le permette una percezione del tutto personale delle persone in cui si imbatte. Viola è single, non ha fatto molte amicizie a Palermo, anche con i colleghi di lavoro i rapporti restano sporadici e superficiali: solo Santo, ex caporedattore di pochissime parole sembra aver avuto un ascendente su di lei. Una ragazza giovanissima trovata morta, Romina, mette in allarme la città e le forze dell’ordine, mobilitando anche il cosiddetto “circo mediatico”. Viola è in ferie, in teoria, ma non lascia la città e si trova invischiata per vari motivi nell’indagine sul delitto, a cui ne segue un altro altrettanto misterioso ed efferato.
 
Ma al di là della storia un po’ complicata, quello che colpisce nel libro è la personalità della protagonista: colta, raffinata, stravagante, sofferente ma mai lamentosa. Si muove per le strade di Palermo in un agosto rovente e afoso, dove lo scirocco è un vero personaggio invadente, cercandone i luoghi più affascinanti e meno noti. Seguendo i suoi insoliti itinerari artistici, religiosi, enogastronomici, finiamo per imbatterci in una città sconosciuta, diversa dalle solite cartoline dell’antimafia, di Ballarò e la Vucciria, a cui siamo stati abituati dai media, soprattutto seguendo le tragiche vicende che hanno insanguinato la città siciliana per troppi anni. Viola vive sola, abita in un piccolo appartamento con un terrazzino, separato dal vicino da un armadio, nei cui cassetti rinviene una busta piena di vecchie fotografie, che saranno utili alle indagini nelle quali la giornalista finirà per essere coinvolta. Tanta Sicilia nei romanzi e nelle fiction che spopolano nelle classifiche: ma il libro della Tanzini ha qualcosa in più, una strana diversità dagli stereotipi, malgrado compaiano Pirandello, il Gattopardo, comparse ironiche in un testo ricco di richiami letterari. Notevole il senso critico che viene rivolto nel romanzo al mondo dell’informazione televisiva, nei cui confronti l’autrice non fa sconti.
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