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Lo scarafaggio

Ian McEwan, Einaudi 2019

Ex libris - Elisabetta Bolondi 30/05/2020

La copertina del libro La copertina del libro Questo breve romanzo satirico di Ian McEwan, uscito nel 2019 e ora pubblicato con la traduzione di Susanna Basso per Einaudi, è originale e interessante, molto concentrato sulle politiche del Regno Unito che hanno preceduto la Brexit, nei confronti della quale la posizione del grande narratore inglese è contraria in modo netto. McEwan rivela il suo scontato debito a Franz Kafka, ma soprattutto allo scrittore settecentesco Jonathan Swift, a cui si è ispirato, dopo che giovanissimo ne aveva letto il pamphlet satirico "Una modesta proposta". L'incipt del breve romanzo è simile a quello della celebre metamorfosi kafkiana, solo che qui avviene l'inverso: uno scarafaggio schifoso che ha attraversato i canali di scolo, si è nutrito di escrementi, ha risalito lentamente il centro di Londra, si sveglia una mattina trasformato in un Homo Sapiens:  non un uomo qualunque, bensì il Primo Ministro inglese, Jim Sams.
 
Fa presto ad abituarsi alla condizione della specie umana, anche perché si trova nel mezzo della questione politica che ha attanagliato per mesi la Gran Bretagna: cambiare completamente i rapporti politici ed economici con l'Unione Europea, contando sull'aiuto del  presidente degli Usa, Archie Tupper, uno sconsiderato personaggio che accetta le idee alquanto farneticanti in campo economico e finanziario dell'alleato britannico, alle quali viene dato un nome fantasioso, Inversionismo, un movimento che raduna tanti seguaci e che porteranno il Regno Unito ad una spaccatura epocale, con le conseguenze nel lungo periodo che non è difficile immaginare.
 
Nel breve racconto satirico Ian McEwan presenta personaggi reali della politica inglese ai quali cambia nome, mentre rimane vera e si mostra drammaticamente preoccupata Angela Merkel, alla quale lo scrittore mette in bocca la drammatica domanda che tutti attoniti ci siamo posti: Warum? Perché? Nel faccia a faccia con l'uomo-insetto questo non può che rispondere, Perché sì! Con buona pace di quasi due terzi dei sudditi di Sua Maestà che hanno votato per non uscire dalla Ue.La parte più convincente del breve "sberleffo" di McEwan è la postfazione, nella quale spiega con chiarezza la propria contrarietà a tutti i nuovi populismi, alla ignoranza dei loro esponenti, alla cecità nei confronti di problemi stringenti per il pianeta. L'emergenza climatica, la nascita di muri e barriere, la diffidenza nei confronti di esperti competenti, l'ostilità contro gli stranieri, la stupida semplificazione di problemi complessi, che accomunano troppi paesi nel panorama geopolitico odierno, sono denunciati dallo scrittore inglese con convinta determinazione. Il libro è stato scritto ovviamente prima della pandemia che ci ha travolto proprio tutti.
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