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CaffŔ Voltaire

Laura Campiglio, Mondadori 2020

Ex libris - Elisabetta Bolondi 15/05/2020

La copertina del libro La copertina del libro Milano prima della pandemia è protagonista del romanzo di Laura Campiglio "Caffè Voltaire": siamo nel mondo del lavoro editoriale precario, e la protagonista, che accetta molti lavoretti, tutti effimeri e malpagati, Anna Naldini, racconta in prima persona cosa possa essere oggi la condizione lavorativa di una giovane cronista, brillante e coraggiosa, ottima penna, che non riesce ad ottenere un contratto decente da nessuno dei suoi potenziali direttori. Anna, dal nome magicamente palindromo, ha genitori coraggiosi che si sono trasferiti in California a fare la bella vita; lei dopo un matrimonio fallito con un promettente ma deludente Jerome, che aveva sposato a Parigi, ora è sola: unico riferimento affettivo il nonno Pietro, che vive a Lomello e adora l'opera lirica: Anna ha come secondo nome Violetta, come la Valery, e così la chiama suo nonno che la protegge come una figlia.
 
In città Anna frequenta Federica detta Che Guevara, l’amica di sempre, radicale della sinistra estrema, e Jacaranda detta Randa, al secolo Jolanda Cacioppo, madre nubile di Kevin, poi autrice di un colpaccio: è riuscita a sposare un ricco e nobile chirurgo, che le permette una vita altissimo borghese nella Milano più smart e glamour. Ma per Anna il problema resta il precariato, le corse da un comune all'altro per seguire i vari casi che le vengono proposti dai diversi fogli per cui accetta di scrivere. Improvvisamente una svolta: le viene fatta una proposta irrinunciabile, seguire la imminente campagna elettorale, da due direttori dei due quotidiani rivali: uno di destra, Probi viri, dove regna la feroce Berta Azzopardi, e La Locomotiva, il giornale di sinistra diretto dallo scaltro Arno Mazzesi. La giornalista non si perde d'animo, e visto che le è richiesto di firmare i suoi elzeviri con uno pseudonimo, sceglie con cura: sarà contemporaneamente Voltarie e Rousseau, dirà le stesse cose assumendo opposti punti di vista, giocando con le parole e nascondendosi abilmente, certa di non essere scoperta.
 
Il gioco però si fa duro quando entrano in scena nuovi attori politici, per esempio una focosa agitatrice che si è messa a capo di un movimento spontaneo di protesta contro tutti, il terzo incomodo in un sistema che vorrebbe essere bipolare. Insomma Anna Violetta si muove nel caos di una situazione politica malconcia e contraddittoria con intelligenza e scaltrezza, ma viene scoperta: invece di perdere il posto però, come ovviamente si aspetta, avviene un imprevedibile colpo di scena. Nemici acerrimi divengono alleati di comodo, come nella recente cronaca abbiamo potuto verificare nella realtà. Il libro si legge con piacere per l'ironia tagliente, la satira intelligente, pungente e affilata che ricorre in tutte le pagine nei confronti di una realtà che viviamo con sorpresa e sgomento: i personaggi sono originali, divertenti, surreali, purtroppo molto simili ai nostri attuali governanti, nei confronti dei quali l'autrice ha gioco facile.
 
Una lingua agile, piena di ritmo e di colore, affidata a dialoghi scoppiettanti, rende la lettura piacevole: messaggi, whatsapp, spoiler, prosecchini, la mitica Sabaudia che diventa Latina, capitale del poker come una Las Vegas strapaesana, Randa, apostrofata "Cazza la Randa", lasciata dal chirurgo per una giovane  arrampicatrice che si esibisce sui settimanali di gossip senza vergogna, videoconferenze rubate, molte citazioni letterarie, spesso in francese, contribuiscono a rendere la narrazione spumeggiante come una coppa di champagne, dissacrante come un lassativo che risolve il problema degli occupanti di un binario della stazione milanese. Complimenti a Laura Campiglio, il suo romanzo è intelligente e spiritoso, attualissimo, capace di mettere alla berlina una realtà surreale, quella con cui ci confrontiamo, e ci fa ridere per non piangere.
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