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I cerchi nell'acqua

Alessandro Robecchi, Sellerio - 2020

Ex libris - Elisabetta Bolondi 18/04/2020

I cerchi nell'acqua I cerchi nell'acqua La Milano inedita di Alessandro Robecchi torna con Il romanzo appena pubblicato da Sellerio, “I cerchi nell’acqua”; il titolo descrive le conseguenze che il malaffare procura nella capitale morale del nostro paese estendendosi a cerchi concentrici, ora drammaticamente investita da una imprevedibile epidemia, quasi che l’autore avesse in qualche modo previsto un virus che nelle pagine del romanzo accompagna le vicende in cui si trovano coinvolti i due poliziotti già noti ai lettori di Robecchi,  Ghezzi e Carella. Invece Carlo Monterossi, autore televisivo bello, ricco, famoso, questa volta fa solo la comparsa, e offre la spalla a Tarcisio Ghezzi, che solo a lui racconta la difficilissima avventura che lo ha quasi portato ad essere radiato dalla polizia, per aver aiutato l’amico Carella che si era imbarcato in una storia più grande di lui. Al centro del racconto l’assassinio di un vecchio restauratore, che conservava nel suo magazzino preziosi oggetti che ricchi clienti gli avevano affidato. Qualcuno era entrato, ma senza rubare in apparenza, però l’uomo era stato massacrato e lasciato cadavere. La polizia brancola, l’opinione pubblica chiede che l’assassino sia presto trovato. Ghezzi invece viene chiamato da una ormai decaduta prostituta: Franca non ha notizie del suo compagno, il Salina, un ladro abile, ormai sessantenne, che è scomparso dopo averle lasciato un sibillino messaggio: aveva visto qualcosa che non avrebbe dovuto.
 
Carella intanto ha chiesto le ferie, cosa inusitata, e gira per Milano con una macchina lussuosa, pieno di soldi che elargisce in ambienti malfamati nei quali si è infiltrato: sta seguendo un tale Alessio, appena uscito di prigione, dove era finito per aver quasi ucciso una giovane prostituta polacca. Le storie parallele dei due amici li portano verso strade che inevitabilmente si ricongiungeranno, fedeli alla loro amicizia e alla serietà dell’impegno verso il loro ruolo di poliziotti onesti. Robecchi ci accompagna nella Milano dei Navigli, degli aperitivi a Brera, di via Solferino, ma soprattutto in desolate periferie, in appartamenti sordidi, in monolocali adibiti allo sfruttamento della prostituzione, in bar e locali malfamati dove si aggira una più o meno piccola delinquenza.  Milano è grande, altrettanto grande e desolato l’hinterland, che i due poliziotti girano, uno con un macchinone di lusso, l’altro con i mezzi pubblici. La signora Rosa, la moglie di Ghezzi, merita una lavatrice ultimo modello e  un computer veloce: suo marito ha dedicato l’intera vita al servizio della giustizia, ma si è  accorto di essere giunto ad un punto morto: non ha fatto carriera, vede passare sotto i suoi occhi  enormi cifre, droga, oggetti preziosi, senza che a lui tocchi nulla di quella pacchia, anzi ha rischiato anche di perdere la sua dignità per aiutare il collega Carella. Un libro amaro, quello di Robecchi, pieno di umanità nel raccontare le figure dei due poliziotti: Monterossi per questa volta non può che essere il testimone di una società molto ingiusta. All’amico Ghezzi può offrire solo un whisky di grande marca, un divano accogliente, un ascolto empatico, in attesa di tornare in campo al prossimo libro di Alessandro Robecchi. Se non avete letto i precedenti, ve li consiglio.
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