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Borderless

Veit Heinechen, E/O 2020

Ex libris - Elisabetta Bolondi 13/03/2020

Borderless Borderless Veit Heinichen scrittore di lingua tedesca ma ormai da anni residente a Trieste, è autore di noir di grande successo, con un poliziotto, Proteo Laurenti, meridionale divenuto triestino. In questo ultimo romanzo lo scrittore dà il ruolo di protagonista ad una donna, la commissaria Xenia Ylenia Zannier, bella e dal carattere d’acciaio, orfana di genitori morti nel terremoto del Friuli, adottata da una famiglia italiana, privata di un fratello finanziere, accusato ingiustamente e morto suicida. Xenia dirige il commissariato di Grado, con pochi uomini e scarsi  mezzi, ma la sua determinazione la porta ad affrontare un caso di corruzione internazionale  complesso e ramificato, che vede come attori uomini dei servizi segreti, tedeschi, austriaci, italiani, mentre una senatrice di Forza Italia, Romana Castelli de Poltieri e suo fratello Carletto, hanno una parte centrale in questo incrocio di affari più o meno sporchi, che triangolano sbarchi di immigrati, trasferimento di fondi, vendette tra i reduci della ex Jugoslavia, vendita di armi della ex DDR, finanziamenti illeciti. La trama del libro è molto complessa, tanto che il lettore poco esperto delle storie che hanno insanguinato i territori al nostro confine nord orientale stentano a seguirne tutti i fili: tuttavia l’abilità del narratore nel costruire i personaggi del romanzo rendono la storia credibile e spaventosa a tratti.
 
Xenia si batte come un leone contro la corruzione che mette a rischio l’intera convivenza in quei luoghi turistici apparentemente lontani dalla politica nazionale. Il funzionario del Ministero degli Interni, amico di Xenia, l’aiuterà, lei che sta mettendo in gioco alleanze, omertà, e che rischia di essere allontanata da un’indagine che mette a repentaglio situazioni di potere oscuro. Giornalisti uccisi, incidenti mortali che tali non sono, tentativi di depistaggio,  rapimenti e torture, c’è un po’ di tutto in questa storia che vede protagoniste soprattutto donne: oltre a Xenia Zannier  e alla intoccabile  senatrice Romana Castelli de Poltieri, c’è anche una fotografa  dalla ambigua identità e dal ruolo non troppo chiaro, la bionda ex nuotatrice tedesca dell’est Clarissa ; alleata e fedele  amica  di Xenia è la procuratrice croata Ziva Ravno,  e ancora sullo sfondo compare la stessa Cancelliera tedesca, mai nominata, ma descritta come la donna più potente ed influente d’Europa. Il Sacrario di Redipuglia, dove avverrà la cerimonia commemorativa in ricordo dei morti per i gas tossici durante la Prima Guerra mondiale, a cui parteciperanno molti capi di stato, appare come il monumento all’ipocrisia che i politici dei nostri tempi mettono in piedi. La forza del romanzo sta nella denuncia di affari poco puliti, di una classe dirigente che in una regione apparentemente lontana dal centro del potere, porta avanti traffici illegali di uomini, armi e materiali pericolosi, confidando nel sostegno di manovalanza straniera mossa da interessi economici, vendette etniche, populismo e razzismo imperanti in molte parti dell’Europa cosiddetta Unita. La visione del romanziere tedesco non è certo incoraggiante, ma le denunce da parte degli scrittori sono utili e svelano scenari troppo spesso nascosti ma non per questo meno drammatici. E appare proprio questo il senso di questo romanzo di fantasia, molto realistico in verità.
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