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I quattro cantoni

Gabriella Genisi, Sonzogno 2020

Ex libris - Elisabetta Bolondi 06/03/2020

I quattro cantoni I quattro cantoni La commissaria Lolita Lobosco, scarpe Loubotin, tacchi a spillo, gonne aderenti, simpatica e coraggiosa barese, amica di Salvo Montalbano, alle prese con delitti eccellenti nel centro di Bari Vecchia, è l’unica donna in mezzo ad una serie di personaggi di potere arroganti e timorosi, che la ostacolano anche se lei non è mai indecisa, convinta dell’importanza del suo ruolo istituzionale, a costo di rischiare la sua stessa vita. Con uno stile incalzante, Gabriella Genisi riesce a condensare molti temi nel nuovo romanzo dal titolo “I quattro cantoni”.  Tanti infatti sono i personaggi minacciati da un un serial killer che sta terrorizzando la città con uccisioni spettacolari di personaggi influenti, ritrovati cadaveri ma con un’accurata messa in scena, che sembra alludere a quadri celebri……San Sebastiano alla colonna, la morte di Marat…… Insomma l’assassino si mostra come un raffinato cultore di storia dell’arte, oltre ad esibire una ferocia spaventosa nei confronti delle sue vittime. La commissaria Lolita, che è appena stata lasciata improvvisamente dall’uomo di cui è innamorata, Giancarlo Caruso, si trova sola ad affrontare un mondo spietato di cui fanno parte anche i suoi stessi superiori, che non esitano ad esautorarla dall’indagine che rischia di minacciare equilibri consolidati. 
 
Solo i fedeli Esposito e Forte, e l’amica giudice Marietta, restano al suo fianco. C’è un po’ di tutto nel romanzo, porno pedofilia, razzismo, sgombero di campi rom, violenza indiscriminata sulle donne: tutti temi della cronaca attuale vengono trasformati abilmente in materiale narrativo che ci lascia attaccati alla pagina fino alla conclusione, forse un po’ immaginata ma non del tutto scontata. I personaggi del romanzo sono ben costruiti, i dialoghi hanno un ottimo ritmo, le atmosfere della città, ritratta durante le feste di fine d’anno, rese con notevole efficacia. Lolita è simpatica, intelligente, travolgente, estremamente femminile, con le sue autoreggenti e le gonne animalier, ma anche una fedele servitrice dello stato, determinata a rischiare anche la su stessa vita, oltre alla carriera, per fare giustizia; è una donna sensibile ai drammi causati da una politica razzista e sessista imboccata recentemente dalle forze politiche al potere nel nostro paese. Il libro di Gabriella Genisi si legge con piacere, con interesse, con curiosità, e non è solo il solito noir, anche perché, nelle ultime pagine, l’autrice aggiunge le ricette della cucina pugliese che compaiono nella storia e che sono davvero una chicca: provate gli spaghetti all’assassina, non ve ne pentirete!
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