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Memorie di un assassino ľ ôMemories of murderö

Bong Joon-ho, South Korea 2003

Cinevate 06/03/2020

Memorie di un assassino ľ ôMemories of murderö Memorie di un assassino ľ ôMemories of murderö Film di culto del regista sud-coreano Bong Joon-ho, arriva in Italia dopo più di 15 anni, sull’onda del successo di Parasite. E’ l’adattamento per il cinema di un testo teatrale coreano “Come to See Me”, che trae spunto dalla storia del primo assassino seriale del paese, e attivo fra il 1986 e il 1991 a Hwaseong, la più popolosa provincia della Corea del Sud. Nel film si racconta l’indagine di polizia che si sviluppa su diversi mesi, e che vede come protagonisti due investigatori della polizia sudcoreana alle prese con omicidi di giovani ragazze, vestite di rosso che, vengono brutalizzate e uccise, sotto la pioggia battente, mentre viene trasmessa una canzone alla radio. C’è quindi la caccia all’assassino, cercando di capirne i riti e il modus operandi. E c’è l’interazione tra i due investigatori, che improntano il loro operato a visioni della vita (e del crimine) completamente diverse. Il detective locale, Park Du-man (l’attore Song Kang-ho, uno dei protagonisti di Parasite dove fa il padre della famiglia povera), indolente e arruffone, si convince di volta in volta che qualcuno possa essere l’assassino e quindi fabbrica le prove per incriminare persone anche evidentemente innocenti, in stile “Infernale Quinlan”.
 
E ciò in coerenza con il clima generale del paese, connotato da violenze, esercitazioni militari, autorità senza scrupoli e servizi di informazione in cerca a tutti i costi di un mostro da sbattere in prima pagina. Contrapposto a Park Du-man c’è il detective Seo Tae-yun (l’attore Kim Sang-kyung) che viene da una Seul, idealizzata, vicina e lontanissima, e che porta una visione del mondo e del crimine che vuole essere scientifica e rigorosa. Di contorno, c’è anche una poliziotta sveglia, che avrebbe delle idee ma che “ha letto troppi gialli” e viene mandata a preparare i caffè. L’interazione tra il campagnolo e il cittadino, sfocerà nello scontro tra i due poliziotti, fino ad arrivare al finale del film. Con i bambini che ci guardano, a fare da coro in un mondo dove coloro che fanno paura sono le persone “normali e comuni”. Se vi è piaciuto Parasite, se avete in mente Zodiac e, soprattutto, True Detective 1 che è una serie apparente o piuttosto magnifico “film lungo” che, come Zodiac, molto ha tratto da Memorie di un assassino, allora questo è il film che cercate. Uno dei migliori film sudcoreani degli anni 2000, all’epoca con grande successo di pubblico in patria e di critica a livello internazionale.
 
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