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Ricordo di Ottavio Zanetti, cinefilo appassionato

Ci mancherÓ lui e le sue critiche cinematografiche

Giancarlo Santalmassi 24/01/2020

Ricordo di Ottavio Zanetti, cinefilo appassionato Ricordo di Ottavio Zanetti, cinefilo appassionato Oggi, sabato, solitamente i nostri lettori trovavano la recensione-critica di un film, rubrica seguitissima, curata da Ottavio Zanetti. Dolorosissime circostanze (una malattia inguaribile) ieri hanno scritto la parola ‘the end’ al breve film della sua vita. A soli 36 anni. Ci eravamo conosciuti circa 30 anni fa, era bambino. Era figlio del grande Livio Zanetti, il direttore de L’Espresso che aveva intuito per primo il fenomeno della Lega, accompagnato il disvelamento della Perestroika...fece conoscere Karl Popper (‘La ricerca non ha fine’) agli italiani, impose che il poeta russo Josip Brodsky venisse in Italia e pretese che alla morte venisse seppellito nel cimitero San Michele di Venezia. Il figlio Ottavio, non era da meno: buon sangue non mentiva.
Ci eravamo piaciuti subito, in quanto autore di una tesina sul serial televisivo ‘Mad Man’, gli uomini della pubblicità così definiti perché avevano gli uffici a New York in Madison Avenue. Piaceva anche a me, la serie, e il feeling è stato immediato. Amico e grande cultore di Federico Fellini, autore di molti cortometraggi. L’ultima recensione a noi di Inpiù l’aveva regalata dieci giorni fa per ‘I due Papi’. Non avrebbe mai recensito un film senza vederlo, per sentito dire. Ha cominciato a lavorare nel cinema giovanissimo con Lina Wertmüller, Marco Ponti, Michele Soavi. Ha realizzato come regista documentari per la Rai e corti e medio metraggi, selezionati dal Festival di Annecy; con Sipario ha vinto il premio per la regia al Festival Internazionale del Cinema d’Arte di Bergamo. Come fotografo, nel 2015 è stato invitato all’Hermitage di San Pietroburgo a lavorare con l’équipe del museo. Cinefilo onnivoro, ha conseguito due lauree all’Università di Roma Tre, dove è diventato cultore della materia. Una settimana fa l’avevo incontrato in ospedale felice perché sarebbe dovuto andare in Canada a un simposio proprio su Fellini nel centenario della nascita. Felice, perché lui era l’unico non cattedratico a parteciparvi. La redazione di Inpiù si stringe alla madre Rita. Ottavio ci mancherà.
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