Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

I due papi

Un film senza pretese storiche

Rosapurpurea - Ottavio Cirio Zanetti 09/01/2020

I due papi I due papi Come i nani di Biancaneve Harry e Megan cantano ‘andiamo a lavorar’, ma senza la lanterna e la piccozza in spalla e si preparano ad una personale Brexit dalla famiglia reale prima di quella di Boris Johnson, ritorna Craxi nel film di Amelio e pure i due papi di Sorrentino. Meglio fare una pausa di distensione su Netflix con altri ‘due papi’ come li immagina Fernando Meirelles. Con affetto, parecchio affetto. Già, perché il film non ha pretese storiche, ma immagina le relazioni umane tra questi due papi così diversi, ma destinati a convivere ed ad intendersi. Da una parte un fine teologo tedesco che ama la musica ed i gatti e sa suonare Smetana al pianoforte, guarda il commissario Rex in tv, si ciba di knedel e beve birra. Dall’altra il parroco di anime argentine, che gira con la borsa come un medico condotto e porterà sempre, anche da papa, la croce di ferro e l’abito talare nero sotto quello bianco, tifa per il calcio argentino, beve caffè e vino. Ed è persino stato fidanzato da giovane.
 
Il pretesto del film è il prepensionamento di Bergoglio che il cardinale argentino viene a perorare a Roma, anzi a Castel Gandolfo, alla ricerca del placet di Ratzinger. Il tedesco prende tempo, lo trattiene in Italia, lo studia e vede in lui il suo successore più adatto ai tempi ed a fare da barriera agli scandali, per un vero rilancio della chiesa. Un papa, Bergoglio, che sarà amato anche dai non credenti. Non è un film dove la finzione si deve confrontare con la verità storica, anche se è denso di ricostruzioni sia delle trame vaticane che dell’Argentina dei deraparecidos. È un doppio ritratto, affettuoso e persino tenero, affidato a due grandi attori, Anthony Hopkins che si cala con finezza nei panni di Ratzinger e Jonathan Pryce che incarna Bergoglio in modo quasi imbarazzante, tanto riesce a somigliargli persino in certe pause, in certe espressioni facciali. Finale calcistico a Castel Gandolfo con i due papi che guardano la finale Germania - Argentina del 2014 e Bergoglio fa un timido tentativo di spiegare il calcio al fine teologo. Non sapremo mai del suo disappunto perché allora vinse purtroppo la Germania.
 
Altre sull'argomento
Ricordo di Ottavio Zanetti, cinefilo appassionato
Ricordo di Ottavio Zanetti, cinefilo appassionato
Ci mancherÓ lui e le sue critiche cinematografiche
Cena con delitto - Knives out
Cena con delitto - Knives out
Il cinema deve un ringraziamento speciale ad Agatha Christie
Marriage Story
Marriage Story
Un buon film, quello di Noah Baumbach, per quell'atmosfera di ...
 The Irishman
The Irishman
Requiem potente e disincantato
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.