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Nero ananas

Valerio Aiolli, Voland 2019

Ex libris - Elisabetta Bolondi 29/11/2019

La copertina del libro La copertina del libro Valerio Aiolli, fiorentino, pubblica questo romanzo dalla copertina significativamente nera, che rievoca in forma di racconto a più voci le vicende pubbliche e private che accompagnarono i mesi immediatamente successivi al "grande botto", così viene chiamato dai suoi autori e complici la strage provocata dalla bomba che uccise e mutilò,  nella milanese Piazza Fontana, il 12 dicembre 1969, decine di vittime innocenti nel salone della Banca dell'Agricoltura. Il protagonista a cui dà voce lo scrittore è un bambino di dieci anni che vive a Firenze con i genitori, la sorella e un'anziana zia calabrese. Proprio alla vigilia della strage di Piazza Fontana la sorella, universitaria ventenne, scompare. La famiglia, frastornata, non avverte la polizia, e la ragazza ricompare dopo alcuni giorni. Dov'era andata, con chi, per quali scopi politici segreti?
 
Nel seguire il punto di vista del ragazzino, poi adolescente inquieto, che assiste alla nuova sparizione della sorella, questa volta definitiva, e al disfacimento della sua famiglia, i genitori si separeranno, l'autore dà voce contemporaneamente ad una serie di personaggi, politici e militanti dell'estrema destra eversiva, a cui dà nomi ed identità facilmente riconoscibili. Seguiamo il Vecchio, il Pio, Freccia Bianca, il Nano, gli uomini della Democrazia Cristiana che ressero le sorti del nostro paese in quegli anni terribili, gli anni di piombo, quelli dell'autunno caldo e delle stragi troppo spesso impunite, in cui anarchici, neofascisti, servizi segreti deviati, la Cia, pazzi esaltati individualisti, medici senza scrupoli, organizzarono in Italia attentati, tentativi di golpe, di cui la reale portata non è stata mai interamente chiarita, malgrado i numerosi e ripetitivi processi.
 
Nelle pagine del libro, appassionanti tanto da sembrare un noir, invece furono la realtà, scorrono personaggi ed avvenimenti noti e talvolta dimenticati: l'elezione del presidente della Repubblica dopo infinite votazioni senza esito, Leone/Pulcinella, l'uccisione del commissario Calabresi a cui verrà dedicato un busto nel cortile del commissariato di via Fatebenefratelli dove era precipitato il povero Pinelli, la strage che seguì quella cerimonia, un fallito attentato al presidente del Consiglio, Mariano Rumor, che costò la vita ad altri innocenti.
 
L'educazione sentimentale e politica del giovane protagonista, che segue il cugino a Reggio Calabria, durante le giornate terribili del Boia chi Molla, poi torna a Firenze e attende per anni il ritorno della sorella, che ha scelto la clandestinità con gruppi eversivi non meglio precisati, è la storia di una generazione che ha convissuto con una stagione di violenze sconosciute, di personaggi ambigui, fuori e dentro lo Stato, di politici che pur di mantenere il potere hanno assecondato o coperto pezzi delle istituzioni che hanno rischiato di far crollare la fragile democrazia italiana, nata dalle rovine della Seconda guerra mondiale.
 
Mi sono appassionata alla lettura di questo libro che riesce a mettere insieme personaggi noti, altri di fantasia, in una ricostruzione fedele, soprattutto per il clima di sospetto, di paura, di mistero nel quale siamo stati coinvolti tutti noi. Bombe, esplosivi, timer, candelotti si alternano a dolori privati dentro le famiglie, lutti, perdite, amori, rancori, scoperte. L'ananas non è un frutto dolce, ma il nome di una bomba ad alto potenziale, come ad alto potenziale emotivo è la ricostruzione fatta da Valerio Aiolli.
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