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La maledizione del numero 55

Massimo Tedeschi, La Nave di Teseo - 2019

Ex libris - Elisabetta Bolondi 22/11/2019

 La maledizione del numero 55 La maledizione del numero 55 Questo di Massimo Tedeschi è un giallo tradizionale ambientato nell’Italia fascista, ma per non imitare l’ormai famosissimo  Maurizio De Giovanni lo scrittore sceglie uno scenario insolito, un’atmosfera cupa, la zona intorno al lago di Garda nel 1938. Reminiscenze storiche, citazioni di luoghi che diverranno tragicamente famosi solo qualche anno dopo, Salò e i suoi dintorni, sono il palcoscenico dentro cui si muovono i corridori della celebre corsa automobilistica che tenta di sprovincializzare l’Italietta fascista, la Millemiglia, a cui prendono parte anche i francesi della casa automobilistica Delahaye, oltre ai tedeschi delle marche più potenti, Mercedes e  Bmw. Il protagonista della storia è un commissario di polizia di origine abruzzese, trasferito in Lombardia, noto per l’acutezza delle sue indagini e per una sorta di distaccata originalità rispetto alla presenza di regolamenti, comportamenti, abitudini che il regime ha imposto agli italiani convinti o rassegnati alle direttive rigide dei ras locali. Un misterioso incidente che uccide due dei candidati vincitori della corsa, francesi, forse un sabotaggio, e poi la inquietante uccisione con una corda di violoncello della intrigante e potente veggente che dispensa vaticini nefasti ai suoi tanti clienti, Nefertari, sconvolgono in poche ore l’atmosfera apparentemente  serena delle cittadine lacustri.
 
Il prefetto ordina che sia fatta immediata luce sui tre morti, perché si temono complicazioni diplomatiche e soprattutto, vista la notorietà della maga a cui molti potenti si rivolgevano, o la possibilità di scandali che potrebbero coinvolgere nomi noti della società e della politica non solo locale. Una ricostruzione storico ambientale molto riuscita, quella di Massimo Tedeschi, che mette insieme Gabriele D’Annunzio e l’impresa di Fiume, i pellegrinaggi a Gardone visto che il Vate è appena morto, la nascita delle corse automobilistiche come incentivo pubblicitario  per l’evoluzione della motorizzazione di massa: ecco i nomi noti del mondo delle corse, a cominciare da Nuvolari, da Enzo Ferrari, da Biondetto. I marchi e le potenti vetture popolano la incalzante narrazione, Alfa, Bugatti, Bmw, Fiat Topolino e Balilla, che si inseguono nelle prove delle corse e nell’inseguimento dei colpevoli, a cui Sartori dà la caccia con esiti brillanti. Non mancano vistose attricette in cerca di fama, e un contesto di insospettabili abitanti della zona  che vengono coinvolti nella storia loro malgrado. Un libro divertente, colto, ben scritto, una lettura piacevole e non banale, che consiglio a chi vuole ricordare un po’ di storia con leggerezza ed ironia. Poi i gialli vanno sempre alla grande!
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