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Napoli mon amour

Alessio Forgione, NNE editore 2018

Ex libris - Elisabetta Bolondi 08/11/2019

Napoli mon amour Napoli mon amour Lo scrittore Alessio Forgione, che vive a Londra pur essendo napoletano, racconta una città mitica, quella del mare e del Vesuvio, dei vicoli e di Palazzo Donn’Anna, di Raffaele La Capria, delle birre consumate fuori dei pub, delle pizze margherite che costano poco, dei treni che collegano al città con le periferie, Bagnoli, Soccavo, sigarette, tabacco, lemon Vodka, musica, romanzi. Questo il mondo in cui lo scrittore colloca il suo personaggio, l’io narrante trentenne di questo romanzo intenso,  pieno di angoscia esistenziale, quella di cui è vittima il plurilauretato ex marinaio su navi da crociera ora disoccupato.
 
Le poche migliaia di euro sul suo conto corrente sono ciò che avanza dei suoi scarsi guadagni, destinati  a finire se lui non troverà un impiego. Risponde ad annunci improbabili, si presenta a colloqui ridicoli, nel frattempo consuma alcolici insieme all’amico Russo, e sogna, spesso ubriaco. Appena superato  un grave incidente d’auto che per poco non lo uccide, incontra una ragazza bella, e piena di fascino. Dopo una serie di schermaglie e di incertezze, finalmente i due si accorgono di essersi innamorati. Lola, nome fittizio preso da Lolita di Nabokov, poi Nina, e Amoresano, che non dice mai il suo nome, cominciano ad incontrarsi con sempre maggior frequenza, il loro rapporto si fa intimo, il sesso consumato con passione, il progetto di vivere insieme  più pressante. Ma il ragazzo, malgrado tenti di scrivere e addirittura riesca a raggiungere a Roma Raffaele La Capria che ne apprezza i racconti, non riesce ad uscire da un senso di inadeguatezza ad affrontare una realtà lavorativa  che oggi appare sempre più problematica in una città come Napoli che non lascia spazio ad un sognatore come lui. La bella Nina invece, studia filosofia, trova lavoro su un set cinematografico e infine parte per Barcellona, dove ha vinto un Erasmus. Il finale del romanzo è difficile, doloroso, anche se preparato sin dalle prime pagine del racconto.
 
La grande capacità di scrittura dell’esordiente Alessio Forgione si apprezza in tutte le pagine del libro. L’uso frequente  di metafore,   delle figure retoriche, allitterazioni soprattutto, l’assenza nel linguaggio di qualunque forma dialettale, rendono questa Napoli davvero originale e le pagine del romanzo interessanti e mai banali. La maniacalità con cui Amoresano fa i conti al centesimo di quello che spende, birre, sigarette, panini, biglietti della metro, mentre è costretto ad accettare con qualche imbarazzo i 50 euro che il padre gli lascia sulla scrivania ogni settimana, o quelli che riesce ad ottenere da una visita interessata al vecchio nonno, ricoverato in una casa di riposo, lo turbano. L’unico vero rapporto con gli adulti, il padre, il nonno, passa per la passione condivisa per il Napoli, la squadra che segna per i napoletani l’unico vero orgoglio identitario. Romanzo sincero, questo di Forgione,a tratti feroce,  ma di notevole  fascino letterario.
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