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Grazie a Dio

La corda civile di Ozon

Rosapurpurea - Ottavio Cirio Zanetti 25/10/2019

Una scena del film Una scena del film A Francois Ozon, cinquantenne regista eclettico e cinefilo, finora errabondo tra il divertimento di "8 donne e un mistero" o l'hitchcockiano "Nella casa", è scattata - direbbe Pirandello - la corda civile. Qui nel senso di indignazione per il permanere della pedofilia nel clero, coperta e insabbiata dal medesimo, almeno fino a Papa Francesco. I fatti, tutti veri, compresi i nomi dei protagonisti, si svolsero a Lione e vennero scoperchiati e resi pubblici nel 2014. Ma Ozon usa la sua corda civile non per denunce o inchieste alla "Spotlight", film su un giornale di Boston che svela i segreti e le pratiche della pedofilia come fosse il Watergate. Ozon lo fa alla sua maniera, alla francese, cercando di indagare negli animi e nelle vite di adulti abusati da bambini, tutti dallo steso prete che è tornato tranquillamente ad occuparsi di pargoli, dopo tutti quei campi estivi tra giovani boyscout o nel chiuso di qualche recesso protetto della parrocchia. Il contrappasso, per il film di Ozon, mancando l'incalzare dell'inchiesta, è una certa nobile noia. Alexandre, bancario lionese quarantenne, continua ad essere cattolico praticante e a vivere tranquillo e sereno nella sua bella casa con boiserie vicino al fiume con i suoi cinque figli e moglie comprensiva.
 
Denuncia sì, ma tutto torna nel silenzio. Finché non entrano in scena Francois e soprattutto Emmanuel, anche loro abusati da piccoli dallo stesso prete, il quale, messo a confronto con loro, li chiama ancora per nome, con antico affetto, e con sguardi di ammissione ma certo non di pentimento. E' soprattutto Emmanuel quello che porta i segni più drammatici degli antichi abusi. Crisi epilettiche, disadattato perché troppo intelligente, vita certo non da borghese come gli altri, una compagna più disadattata di lui e meno intelligente. Ma per fortuna ha una madre comprensiva che si metterà al servizio suo e di tutti gli altri quando decidono di formare una vera associazione operativa di ex bambini abusati. Il talento di Ozon qui si è messo al servizio della corda civile. A suo modo, senza mai gridare, senza sensazionalismi, cercando solo di raccontare quello che è accaduto nei corpi e nelle coscienze di quei bambini allora indifesi e oggi, se non altro, organizzati e coscienti. A far cancellare, per esempio, la prescrizione dei reati del prete. Quella che fa dire al vescovo quel "Grazie a Dio" del titolo. Ma grazie a loro, e grazie a dio, quella prescrizione non c'è più.
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