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C'era una volta... a Hollywood

Il cinema pu˛ tutto

Rosapurpurea - Ottavio Cirio Zanetti 27/09/2019

Una scena del film Una scena del film Amarcord Hollywood. Ma alla maniera di Quentin Tarantino. Niente rimpianti e scaloni alla Gloria Swanson, anche se il morto, alla fine e non all'inizio, ci sarà e proprio in piscina, ma stracotto da un lanciafiamme di scena, efficacissimo. Eh sì, è Tarantino, bellezza! La nostalgia c'è tutta e ovviamente per il cinema di serie B e per le serie cowboy tv di allora, persino per i nostri Corbucci e Margheriti e gli spaghetti western della Hollywood sul Tevere. Di Caprio–Rick Dalton è un attore di medio successo che vivacchia come cowboy vilain delle serie tv e a cui il produttore Al Pacino consiglia vivamente di risciacquare i panni nel Tevere, nel senso della Cinecittà fine anni '60. Tornerà accessoriato di moglie starletta italiana. Vive comunque in una bella villa in collina a Bel Air che ha il valore aggiunto di confinare con quella di Roman Polanski e di Sharon Tate. La serie B appena sotto la serie A. Siamo nel '69, l'8 e il 9 febbraio e poi il terrificante 9 agosto, quello della strage della bellissima moglie incinta di Polanski e dei suoi ospiti ad opera della gang hippie satanica di Manson. Ma Tarantino alla nostalgia aggiunge l'ucronia e immagina che tre strafatti membri della gang sbaglino villa e il senso della storia cambia. Il cinema può tutto, sembra dire Tarantino.
 
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