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La guerra dei poveri

Eric Vuillard, E/O, 2019

Ex libris - Elisabetta Bolondi 20/09/2019

La guerra dei poveri La guerra dei poveri Eric Vuillard, scrittore e sceneggiatore francese già premiato per il saggio storico L’ordine del giorno, propone la storia di Thomas Muntzer, una figura che nei manuali scolastici  di storia moderna viene liquidato rapidamente per dare più spazio  alla Riforma di Martin Lutero. La cosiddetta Rivolta dei contadini, conclusasi con una strage di migliaia di uomini  nel 1525, occupa le pagine del  breve  saggio, uno studio delle ragioni che portarono migliaia di contadini tedeschi, giunti da ogni parte dell’Impero, ad unirsi al teologo Muntzer che ispirato alle idee del comunismo che credeva di ravvisare nelle pagine della Bibbia e del Vangelo, i motivi per ribellarsi in modo radicale all’ordine costituito. Il padre di Thomas Muntzer era stato impiccato, lui aveva solo undici anni, crescendo si dedicò alla lettura della Bibbia, quella tradotta e stampata da Gutenberg, fino a divenire un teologo e un  predicatore. “Dio e il popolo parlano la stessa lingua”, diceva nelle sue accese ed entusiastiche prediche. I suoi timidi e disorientati  seguaci cominciavano a seguirlo chiedendosi “perché il Dio dei poveri era così stranamente dalla parte dei ricchi, sempre con i ricchi”. Vuillard con la sua prosa stringente e rigorosa ripercorre la storia delle rivolte sociali in Inghilterra e nel mondo germanico, dove la fame, la miseria, la carestia, la siccità non facevano che aumentare la disperazione di quella massa di diseredati, contadini, artigiani, servi, pronti a seguire, nella loro totale ignoranza, le parole che venivano pronunciate con enfasi dal pulpito.
 
Nelle città di Mulhausen ed Erfurt la rivolta cresce, si allarga, lasciando i principi stupiti e sconcertati, incapaci di affrontare un evento nuovo ed inconcepibile. Il langravio Filippo d’Assia sembra incapace di prendere decisioni mentre Muntzer proclama alle folle sempre più grandi di seguaci “Attaccate il nido dell’Aquila!” Nel marzo del 1525 Thomas Muntzer si avvia verso quella che crede la sua epica impresa come Gedeone, pregando, esultando, convinto del miracolo della nascita di un mondo nuovo in cui regnino giustizia ed  eguaglianza. La battaglia tra forze impari  finirà drammaticamente con migliaia di morti, lui arrestato, torturato, decapitato, fatto a pezzi. “Il segreto della nostra uguaglianza è immortale”, sembra concludere lo scrittore. In tempi di ingiustizie, migrazioni, fame, disperazione di popoli in tante parti del pianeta, la storia ancora una volta può darci una seria lezione. Ed Eric Vuillard ha un modo efficace ed originale di raccontarla, mettendo in evidenza similitudini e parole chiave, che nella eterna lotta per la parità e l’egualitarismo non vanno dimenticate, neanche oggi che ci mostrano i troppi affamati sul pianeta in cerca di riscatto.
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Cesare Prevedini 23/09/2019 14:04
Nel caso specifico non mi sembra uns critica corretta, perchÚ capovolge la realtÓ.
Renzi Ú stato un leader riformista che ha cercato di operare una svolta fondamentale:
-Il Jobs act, la fine della cig e dellĺart. 18 , delle sovvenzioni.
- la riforma elettorale dopo tre legislature di porcellum .
- la riforma Costituzionale.
Non mi sembra possibile che chi ha fatto questa politica possa accettare che venga smontata dal suo stesso partito