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Grandi bugie tra amici

Voleva essere il Grande freddo

Rosapurpurea - Ottavio Cirio Zanetti 20/09/2019

Grandi bugie tra amici Grandi bugie tra amici La casa è sempre bella, tutta di legno, in mezzo agli arbusti, vicino a quell’Atlantico che lì deposita le grandi maree, siamo in Bretagna dalle parti di Cap Ferret, ostriche coltivate dovunque. Si capisce che quella casa ha vissuto momenti migliori. Erano quelli di nove anni fa, quando Guillaume Canet ha girato “Piccole bugie tra amici”. Adesso Max, (François Cluzet), il proprietario allora ricco e ora ridotto male economicamente, l’ha messa in vendita, ma non vuole cartelli che lo dichiarino, magari vorrebbe nascondere anche a se stesso che è costretto a vendere quel contenitore di tanti ricordi familiari e soprattutto di amicizia collettiva. Oltretutto è in comproprietà con la ex moglie, ignara dei progetti di vendita, e che si scatena con gli eventuali compratori, del genere “è stata promessa ai nostri figli”. I vecchi amici di Max, in tutta questa atmosfera di dismissione, hanno la bella pensata di fargli una sorpresa per festeggiare con lui il suo sessantesimo compleanno e capitano lì, a sua insaputa, a incasinargli ancora di più la vita e dopo tre anni in cui non si sono più frequentati per colpa di chissà quale litigata che sembrava definitiva.
 
Le premesse sono tutte da “Grande freddo” alla francese e i risultati non esaltanti. L’allegria degli anni passati è svaporata, le coppie si sono sfasciate, avanti i nuovi fidanzati, un ballerino dismesso dell’Opéra per Benoit Magimel, una nuova compagna comprensiva per Max, una neonata da accudire per Gilles Lellouche ora ricco cineasta con tata ingombrante e perentoria su pappe e orari. Veramente sembrano più bisognosi di accudimento Max & company, incasinati e immaturi più di nove anni fa, certo più immaturi dei loro figli adolescenti che avrebbero bisogno di più attenzione per risollevare ogni tanto lo sguardo dagli smartphone. “Siamo stati amici per vent’anni, non vuol dire che dobbiamo esserlo per il resto dei nostri giorni”. Invece sarà probabilmente così nonostante questa frase provocatoria con cui Max cerca di allontanarli. Il fitto velo di nostalgia che avvolge il film come una nebbia è bucato dalla qualità degli interpreti (Cluzet, Lellouche, Magimel, Marion Cotillard, Laurent Laffitte) che recitano con una credibilità, una naturalezza e una complicità davvero notevolissime.        
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Walter Pregnolato 24/09/2019 16:19
Grandi bugie fra amici
Tratto in inganno dalla descrizione di estese coltivazioni di ostriche, nella zona di Cap Ferret
cosý diffuse in realtÓ sullĺAtlantico ma pi¨ vicino a Bordeaux che non
nella lontana e nordica Bretagna, ho pensato di rivedere una nuova versione (montaggio magari con nuovo materiale) di un film francese, sem
pre lo stesso film, uscito 9 anni fa in Italia con il titolo
Piccole bugie fra amici (in originale Les petits mouchoirs)
che viene ripresentato in Italia ma anche in Francia con un nuovo titolo.

Nous finirons ensemble, da noi Grandi bugie fra amici,
dubito che riuscirÓ a convincere un gran numero di spettatori a rimanere nelle sale, quando si accorgeranno di aver giÓ visto lo stesso film molti anni prima.
Zio Walt