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La fattoria dei nostri sogni

Documentario campione d'incassi in Usa

Rosapurpurea - Ottavio Cirio Zanetti 13/09/2019

Una scena del film Una scena del film Sembra impossibile che a poco più di un'ora di macchina da quella iconica scritta "Hollywood" ci siano terre interne riarse, abbandonate, ostili come quelle dove decidono di investire soldi, energie e soprattutto progetti di vita Molly e John Chester, coppia californiana che coltiva da tempo il sogno di creare una fattoria dove possano coesistere in armonia natura, animali, uomo. Lei è una stimata blogger culinaria, lui un documentarista specializzato in animali. L'incentivo alla fuga dalla città la offre il loro cane adottato, Todd, tutto nero con due occhi azzurri inquietanti quanto espressivi. Non tollera di essere lasciato solo e abbaia per protesta. Protestano in risposta i vicini e il padrone di casa che sfratta il trio Molly, Chester, Todd. La costruzione di un ecosistema autosufficiente a partire da quei duecento acri di zolle dure come sassi richiede l'aiuto e consigli di uno specialista, Alan York, vero filosofo della ecosostenibilità, che però morirà prima di vedere quelle terre aride trasformarsi in una sorta di paradiso terrestre - magnificamente ripreso dall'alto – e dopo otto anni di lavoro intensivo. Solo dopo quegli anni si potrà fare addirittura tour guidati per mostrare come si rigenera il suolo, come si può produrre cibo sano, come rispettare insieme animali e salute umana, come far convivere più di settanta varietà di frutta, pascoli e animali da fattoria.
 
E' tutto vero, Molly e Chester: sono proprio loro con la loro storia pazientemente documentata e sofferta. Già, perché basta un incendio anche lontano, il vento forte che lo incoraggia e sembra di dover dare l'addio a tanto tenace e intelligente lavoro. La Natura è amica ma solo fino ad un certo punto, ostilità e durezza le sembrano più congeniali. C'è anche un po' di ironia, per esempio, più si producono frutti belli e polposi, più questi piacciono agli uccelli. Per non parlare dei coyote, spiati anche in riprese notturne, che si esibiscono in stragi di pollame. Bisogna convincerli, prima o poi anche sparando, e dirottarli sulle talpe. Per fortuna c'è Emma, una scrofa paciosa e prolifica, sforna in un sol parto diciassette maialini, sono troppi, glieli portano via per farle prendere fiato, lei invece cade in depressione e ne esce solo quando le vengono restituiti. E poi c'è Unto, un gallo un po' spelacchiato che si fidanza con Emma. Si fanno scommesse sul colore dei maialini del secondo parto: tutti color piume di Unto. Non stupisce più di tanto che questo singolare doc di otto anni di vita vissuta sia stato campione d'incassi in Usa. Nella nuova fattoria non manca un po' di Walt Disney con animali veri e molto spirito pionieristico che da quelle parti non si è mai estinto.
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