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Sentinella della pioggia

Tatiana de Rosnay, La Nave di Teseo 2019

Ex libris - Elisabetta Bolondi 13/09/2019

La copertina del libro La copertina del libro Una Parigi contemporanea quasi totalmente sommersa dall’acqua come era avvenuto nel 1910, una metafora forte è al centro del nuovo romanzo di Tatiana de Rosnay, autrice francese di grande successo. Lo spunto del racconto è una riunione familiare in occasione dei quaranta anni di matrimonio di Paul e Lauren Malegarde: si incontreranno a Parigi per un week end con i loro due figli, Linden, fotografo di moda di successo che abita col compagno a San Francisco, e Tilia, la sorella che vive a Londra con il secondo marito. L'appuntamento che Lauren, americana sposata all'esperto di alberi Paul, ha dato ai figli, dovrebbe essere l'occasione per riannodare i legami familiari ma nelle ore in cui i quattro giungono nell'albergo parigino si sono scatenate delle piogge incessanti e violente, l'acqua della Senna sta salendo a ritmi vorticosi e già alcuni quartieri della città sono allagati, come pure la statua dello zuavo piantata presso il ponte dell'Alma, una sorta di misuratore dell'acqua che cresce. Un clima funesto peggiorato dai notiziari sembra pervadere l'intera città, mentre le autorità esortano i turisti ad abbandonarla, sconsigliando l'ingresso nella capitale.
 
La famiglia si riunisce al ristorante prenotato, ma durante la cena Paul, che già aveva mostrato segni di disagio nell'espressione, si accascia colpito da un devastante ictus. Il dramma della città allagata e sommersa si mescola così con quello della famiglia. Lauren ha un forte raffreddore che presto si trasforma in polmonite, Tilia è in panico,  viene raggiunta dalla giovane figlia Mistral, consapevole delle difficoltà che sua madre, reduce molti anni prima da un tragico incidente stradale, mostra nei confronti della malattia. Ma il personaggio centrale intorno a cui l’autrice fa muovere tutta la storia è Linden, bello, fascinoso, gay. Il bambino che era stato, cresciuto nella tenuta paterna, era stato bullizzato a scuola, e solo da adolescente aveva accettato la sua diversità, incapace di parlarne a casa. All'età di diciassette anni aveva optato per lasciare i genitori e la ristrettezza mentale del paese, per vivere a Parigi con la sorella di sua madre, Candice, bostoniana bella e piena di glamour, che aveva accolto il nipote con grande disponibilità e affetto, consapevole delle sue difficoltà ad accettarsi come omosessuale.
 
Ora Linden è un uomo felice, vive in coppia con Sacha, ma di fronte alla malattia del padre e al suo stato di incoscienza si sente in colpa per non aver mai avuto il coraggio di manifestare il suo dramma. Il romanzo cresce di intensità con il crescere dell'acqua, porta a galla segreti inconfessabili, miserie, rancori, errori, paure che tracimano come i detriti e le schifezze che la furia della Senna sta rovesciando sulla città divenuta ormai una fogna a cielo aperto. L'occhio del fotografo Linden coglie scene drammatiche in questa alluvione biblica che sembra voler annientare la vita di milioni di persone, trasformando la capitale europea della cultura, della moda, del lusso in una sorta di Venezia notturna, spettrale, lorda, nella quale si aggirano bande di sciacalli che rubano, distruggono, saccheggiano case, negozi, magazzini. Le autorità, i politici, l'esercito appaiono impotenti di fronte all'enormità della forza della natura, mentre nella corsia deserta della rianimazione Paul, appena trasferito in una teca di plastica trasparente su una improbabile imbarcazione, cerca di comunicare la sua impotenza, servendosi solo della luminosità degli occhi azzurri.
 
L'uomo che amava sopra ogni altra cosa gli alberi, che aveva chiamato i figli con il nome dell'albero più amato, il tiglio, si avvia alla fine della vita, in una sorta di metafora dell'esistenza, governata da leggi naturali contro cui è arduo e forse inutile opporsi. Romanzo emozionante, coinvolgente, pieno di spunti di riflessione sui temi del nostro quotidiano, famiglia, figli, amanti, compagni, sessualità, segreti e bugie, solitudine, incomprensione, nei quali è facile identificarsi. Scritto con ritmo incalzante, è un libro che non si dimentica per la abilità della scrittrice nell'evocare i fantasmi che tutti noi ci portiamo dentro, trasformati in un racconto dalla scrittura sobria ma fortemente evocativa. La natura che si ribella all'uomo occidentale, convinto della propria onnipotenza, ci fa riflettere, come spesso la letteratura ci esorta a fare.
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