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Edison

L'uomo che illumin˛ il mondo

Rosapurpurea - Ottavio Cirio Zanetti 26/07/2019

Edison Edison Per illustrarmi l’importanza anche politica della luce elettrica, quando ero davvero molto piccolo, i frequentatori per reportage giornalistici di Berlino Est e Ovest mi raccontavano che a Berlino Ovest, proprio vicino al muro, tenevano accese le luci sfacciatamente tutta la notte e anche ben più della potenza necessaria. E non solo per impedire passaggi est–ovest. Lo scopo era dimostrativo più che poliziesco, come se quelli dell’ovest dicessero a quelli dell’est: ecco, noi viviamo nell’agiatezza, possiamo permetterci la luce del giorno anche di notte. Tiè. La competitività è alla base anche di questo biopic ambientato negli anni 80 e 90 dell’ottocento, che contrappone Edison a Westinghouse, la corrente continua a quella alternata, la volontà etica di non nuocere all’umanità con le sue invenzioni (Edison), il rifiuto di convalidare l’uso della sedia elettrica per arrostire i condannati a morte in alternativa all’impiccagione. Edison geniale ma povero, Westinghouse accorto e finanziato dai banchieri.
 
E’ meglio se si ha qualche nozione base di fisica e di storia per seguire l’evoluzione e la portata delle scoperte di quell’epoca feconda, tanto più che a un certo punto entra in scena anche Nikola Tesla, immigrato austro-ungarico di genio, elegantissimo, disposto a vendersi qualche invenzione magari solo per comprarsi un vestito in più e quel bastone costosissimo che ha adocchiato in un negozio di lusso. Uno dei meriti del film è di farci vedere spesso quanto era pesto il buio in cui si viveva prima di Edison. Il demerito sta ahimè nella sceneggiatura che apre voragini di noia e di abbiocco per gli spettatori invece di coinvolgergli di più nella frenesia di un passaggio epocale. Ci vorrebbero le luci accese in sala per tenerli desti. Non stupisce che tra i produttori esecutivi ci sia Martin Scorsese, lui che ha dedicato a Meliès il magnifico “Hugo Cabret”. Già, perché oltre a illuminare il mondo, Edison con il suo kinetoscopio, precorrerà anche il cinema. Convincenti, ma fino a un certo punto, l’Edison di Benedict Cumberbatch e il Westinghouse di Michael Shannon. Tra i due spicca il segretario di Edison, Tom Holland, reduce da Spiderman.      
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