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La logica della lampara

Cristina Cassar Scalia, Einaudi, 2019

Ex libris - Elisabetta Bolondi 26/07/2019

La logica della lampara La logica della lampara Quello da poco pubblicato da Einaudi, La logica della lampara, è il secondo romanzo, già un successo di vendite, di Cristina Cassar Scalia, che ambienta a Catania, sconfinando talvolta a Palermo, i suoi romanzi polizieschi, che hanno per protagonista una vera sbirra, coraggiosa e intuitiva, innamorata del suo lavoro, dei buoni cibi siciliani e del giudice antimafia Paolo Malfitano, cui ha salvato la vita in uno scontro armato, ma con il quale i rapporti sono intermittenti. Vanina Guarrasi, con una sola enne, vicequestore in forza al commissariato di Catania, sezione delitti contro la persona, cioè nel vecchio gergo squadra omicidi, è circondata da un gruppo  di fedelissimi collaboratori, il suo vice Patanè, la bella Marta, che viene dal nord e ha una storia non troppo segreta con il loro capo, Tito Macchia. C’è anche un anziano commissario a riposo, Spanò, bravissimo, che non vede l’ora di collaborare con la vigorosa e determinata Vanina, mettendo a disposizione delle indagini  la sua esperienza di poliziotto all’antica. La storia comincia con un presunto delitto: una giovane avvocatessa, Lorenza Iannino detta Lori è scomparsa, forse uccisa e messa in una valigia, e scaraventata in mare dopo una festa nella sua villetta sugli scogli fuori Catania. Nella casa abbandonata dai numerosi  ed influenti partecipanti alla festa a base di alcol, donne e cocaina, macchie di sangue su una poltrona fanno pensare ad un delitto, ma il cadavere malgrado le accurate ricerche non si trova. Al centro dei sospetti il potentissimo avvocato e professore universitario Ussaro, un “barone”viscido, corrotto e corruttore di giovani collaboratori, in odore di mafia.
 
Insomma un quadro perfetto di ambiente siciliano, con tanto di dialetto inserito in modo opportuno nei dialoghi, sempre efficaci e serratissimi. Ben costruiti i personaggi di contorno, la vicina di casa Bettina, cuoca sopraffina di prelibatezze di cui la bella vice questore Vanina approfitta quando torna stanca da intense giornate di lavoro, alla ricerca di un corpo che non si trova, di un puzzle i cui pezzi sembrano non andare mai a posto. L’ambientazione del libro, tra Aci Trezza, Aci Castello, Ognina, ci ricorda i luoghi dei racconti verghiani, mentre a’ Muntagna, l’Etna innevato, fa da sfondo al movimentato racconto che con sapienza narrativa l’autrice mette in scena. Romanzo delizioso, leggero, ma molto ben costruito, e dopo la morte di Andrea Camilleri la Sicilia torna di grande attualità, assegnando  all’autrice un  successo di pubblico e di critica davvero meritato.
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