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Il party

Elizabeth Day, Neri Pozza 2019

Ex libris - Elisabetta Bolondi 19/07/2019

Il party Il party Una storia inquietante costruita con abilità, che ci impedisce di capire, fino alla fine del romanzo, come sia andata veramente la relazione tra due amici, il giovane povero arrampicatore sociale  Martin Gilmour, ed il ricco ed influente Ben Fitzmaurice, biondo e fascinoso. La scrittrice inglese Elizabeth Day ci racconta una vicenda tipica dei collegi inglesi; i due ragazzi si erano conosciuti durante l’adolescenza alla Burtonbury School, e  subito l’introverso e timido Martin, oggetto di scherno dei bulli del collegio, si era messo sotto la protezione del più sicuro Ben, leader indiscusso del gruppo. I due  avevano preso a frequentarsi anche durante le vacanze, e Martin era spesso ospite di Lord Fitzmaurice, di sua moglie Lady Catherine, della trasgressiva sorella di Ben. Finito il collegio i due erano andati a Cambridge, e sempre più Martin era diventato l’ombra dell’amico, viziato, ricco, prepotente. Ora i due sono ormai  adulti, e Martin, divenuto un celebre critico d’arte, viene invitato con la moglie Lucy, ragazza modesta e poco incline a condividere l’amicizia con i lanciatissimi Ben e Serena, alla festa dei quaranta anni che il padrone della nuova casa, una prioria medioevale trasformata in casa di lusso, ha organizzato per lanciare la sua imminente candidatura in politica. Da subito si capisce che l’amico del cuore e sua moglie non sono ben accetti nella nuova vita che la coppia sta costruendo: non vengono ospitati in casa, e anzi, pregati di raggiungere la festa prima degli altri, percepiscono un’atmosfera falsa, qualcosa di non detto, che avrà una sua spiegazione drammatica solo alla fine del romanzo.
 
Una ricostruzione straordinaria dello spaccato sociale di cui la coppia glamour, Ben e Serena, fanno parte e dalla quale palesemente la coppia di amici deve essere esclusa. La rievocazione del passato, i segreti che legano Martin e Ben, la fragilità nervosa di Lucy che dovrà ricorrere ad uno psichiatra per affrontare il fango che si cela dietro alle figure di suo marito e del suo amico del cuore, rendono il libro della May interessante, a tratti sconvolgente, capace come è di raccontare una storia crudele, violenta, piena di ipocrisia e di malvagità. La latente omosessualità che si vive nei collegi maschili viene raccontata con garbo ed intelligenza, il potere della carriera e del denaro sembrano dominare affetti e amicizie, mentre il rapporto naturale d’amore, quello tra genitori e figli, viene negato o mistificato. Una analisi psicologica e sociologica di grande profondità, quella che l’autrice ha saputo fare in questo romanzo che ci svela molto della società patinata del Regno Unito, di cui leggiamo sui settimanali gossip, incapaci di vedere però il marcio profondo che si nasconde  dietro il lusso esibito da una nobiltà decadente e da una classe politica non certo apprezzabile.
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