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L'osteria dei bisticci e degli amori

Virginia Higa, Einaudi 2019

Ex libris - Elisabetta Bolondi 11/07/2019

La copertina del libro La copertina del libro La scrittrice italo giapponese Virginia Higa costruisce nel romanzo dal titolo italiano lunghissimo, "L'osteria dei bisticci e degli amori", che nella lingua originale, lo spagnolo, è semplicemente "Los Sorrentinos", una storia inserita in un insolito scenario. I famosi Sorrentinos sono in effetti i protagonisti della storia: si tratta di un tipo di pasta ripiena, una ricetta inventata e importata da Umberto, figlio di due immigrati da Sorrento, ristoratori e albergatori, che ha messo a punto una salsa di pomodoro per condire questo piatto che viene servito nella Osteria Napolitana di Mar del Plata, ormai in mano al fratello più intraprendente, il Chiche, un ristorante di grandissimo successo grazie all'accoglienza calda e al menu raffinato, senza eguali in città. Virginia Higa segue le vicende dei fratelli, i loro amori, i matrimoni, i tradimenti, le sfide professionali, gli insuccessi, le varie fasi di un'attività che vede questa fantasiosa ed originale famiglia italo-argentina dominare il mercato della ristorazione di qualità. Un Made in Italy ante litteram: Chiche è un personaggio a tutto tondo, orgoglioso, consapevole del buon livello del suo locale, che cura con attenzione maniacale: quando invecchiando dovrà cedere le armi, l'osteria vivrà subito una fase di declino.
 
I personaggi di contorno, fratelli, figli, nipoti, ciascuno con la sua storia, fanno da comprimari in un racconto che ha molto della fantasia sudamericana, pur rimanendo essi fedeli alla tradizione culinaria napoletana, anzi, sorrentina, che non sarà mai dimenticata. I prelibati Sorrentini, serviti in un numero preciso, sei a porzione, che non si devono tagliare con il coltello, la cui salsa resta un segreto custodito dalle esperte cuoche, sembrano essere la prelibatezza intorno alla quale è stata costruita un'impresa commerciale condita ed intrisa con il calore e la esuberanza del carattere meridionale. Un libro, quello della Higa, che si legge con un misto di curiosità e di stupore: comicità, ironia, ritmo incalzante nella narrazione, conferiscono a questo romanzo breve una caratteristica di unicità: gli italiani emigrati sono dei vincenti, non più degli emarginati. Il loro prodotto originale, non convenzionale, li pone al centro della vita relazionale, sociale della cittadina in cui si sono installati. Chiche Vespolini, al centro della sua Osteria Napolitana, le cui pareti sono allietate da ritratti dei nostri eroi cinematografici, a cominciare dalla mitica Loren, resta il piccolo grande eroe di questa tradizione culinaria, l'unica che ancora ci resta da esportare.
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