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Arrivederci professore

Risultato deludente rispetto alle ambizioni

Rosapurpurea - Ottavio Cirio Zanetti 28/06/2019

Arrivederci professore Arrivederci professore Non amo il cinema interattivo, quello che pretende la partecipazione dello spettatore al punto di fargli decidere tra vari finali o simili. Ma considero cinema interattivo anche certi film o attori che richiedono uno sforzo di volontà eccessivo per essere credibili. Per esempio in “Arrivederci professore” il regista e sceneggiatore Wayne Roberts esige da noi che crediamo a Johnny Depp professore universitario. Si fa un po’ fatica a star dietro a questo sforzo di volontà per tutta la durata del film. Comunque sia, il professor Depp all’annuncio ferale di un cancro al polmone senza aver mai avuto il piacere di fumare, dopo una rabbia repentina sfogata urlando ‘cazzo cazzo cazzo’, decide di non curarsi ma di togliersi parecchi sassi dalle scarpe. A cominciare dal rapporto con la moglie che lo tradisce col rettore del college, il quale la ricompensa facendo erigere dovunque sue opere scultoree vagamente falliche – ebbene sì, ella è un’artista – pagate con i soldi del college. E’ magnanimo con la figlia che confessa di essere lesbica. Ma non ne passa una agli studenti che decima poco per volta tacciandoli di essere futuro materiale da strapazzo per aziende multinazionali.
 
Ne restano pochi di fedelissimi, uno di loro capisce che il prof è sotto stress e si offre generoso di praticargli un rapporto orale proprio lì nello studio dove il prof riceve. Il tempo libero il prof lo passa a consolare l’amico di sempre, Danny Huston, che sembra l’unico preoccupato e gli piange sovente sulla spalla. L’unico altro amico è un cagnetto affettuoso che lo sopporta e gli sta vicino nonostante tutto. Temiamo molto per il suo futuro, visto che il prof sotto finale lo porta in macchina con sé, s’immagina per destinazione senza ritorno. Come si evince, le ambizioni del film sarebbero piuttosto alte, del genere “Attimo fuggente”. I risultati molto, molto più deludenti.      
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