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American Animals

Rashomon tragicomico del Kentucky

Rosapurpurea - Ottavio Cirio Zanetti 12/06/2019

Una scena del film Una scena del film La noia della provincia americana dev'essere davvero densa e insostenibile se porta fino al crimine, seppur senza vittime. Ho detto noia e non bisogno, perché è proprio la noia, la certezza di non essere nessuno anche in un domani prossimo, magari dopo un percorso universitario, che convince quattro baldi giovanotti di Lexington, Kentucky, ad architettare un piano per sottrarre alla biblioteca della locale Transylvania University un volume che a sentir loro dovrebbe valere più di 10 milioni di dollari. Si tratta dell'originale di "Birds of America", finemente cesellato e illustrato da John James Audubon tra il 1827 e il 1838, quasi 500 disegni che illustrano specie allora viventi e magari adesso estinte di meravigliosi fenicotteri, tacchini, pappagalli vari. E' protetto solo da una teca di vetro, un'unica sorvegliante avanti con gli anni.
 
I quattro studiano il piano con una dedizione che di sicuro non hanno mai riservato agli studi, visione cinefila di film di culto a tema, da "Le Iene" a "Rapina a mano armata", con l'aiuto di Google pianificano i minimi particolari di accesso, le vie di fuga, complicati disegni e piante dell'edificio corredano il tutto, oltre a travestimenti con ridicole barbe finte per invecchiarsi. Uno di loro vola persino ad Amsterdam, senza sapere bene cos'è un ricettatore, a incontrarne comunque uno che ha la faccia poco rassicurante del tedesco Udo Kier (citazione dei film di Fassbinder).
 
Ovviamente finirà malissimo, perché per piazzare la merce contatteranno anche Christie's, lasciando un loro numero di cellulare per essere richiamati. Siccome si tratta di storia vera, il regista Bart Layton ci mostra i veri protagonisti fin dall'inizio come sono oggi, che rievocano, ricordano e recriminano davanti alla macchina da presa, ognuno con la sua verità, in una sorta di Rashomon tragicomico del Kentucky. La costruzione del colpo che avrebbe dovuto dare una svolta al loro futuro - e la darà ma non nel senso sperato - è tutta affidata a giovani attori bravissimi e ben diretti, ma che non bastano a velocizzare certi tempi un po' troppo dilatati di un film che era partito benissimo. Come non basta la colonna sonora, notevole, a base di Elvis, Doors, Leonard Cohen.
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