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Ghetti. L'Italia degli invisibili

Goffredo Buccini, Solferino 2019

Ex libris - Elisabetta Bolondi 31/05/2019

La copertina del libro La copertina del libro Le periferie abbandonate dove si ammassano immigrati divenuti invisibili dopo i decreti varati dall'attuale governo, che si sovrappongono ai cittadini italiani più marginali, i quartieri tristemente noti di Palermo, Foggia, Torino, Bologna, Milano, Genova, Napoli, Roma: Zen, Pilastro, Moi, Bolognina, Corviale, Scampia, Rogoredo, nomi che evocano storie di spaccio di droga, violenze che le forze dell'ordine non sempre riescono ad evitare, anzi, troppo spesso lo Stato e le sue istituzioni non riescono neppure a intercettare. Nel suo reportage il giornalista Goffredo Buccini racconta episodi della recente cronaca per offrirci uno sguardo ampio e documentato sui fenomeni che attraversano le nostre città nelle parti più fragili e meno integrate.
 
Due minorenni uccise attraggono l'attenzione dell'autore. Pamela Mastropietro, la giovane tossica uccisa a Macerata da un uomo di colore, che oggi viene condannato alla massima pena, con la sua morte ha dato lo spunto a un italiano trentenne, Luca Traini detto il Lupo, di condurre una efferata spedizione punitiva contro cittadini di colore ignari, ferendoli gravemente per vendicare Pamela; un paese spaventato e incattivito quello che Buccini ci racconta nelle pagine del libro, facendoci confrontare con i troppi errori fatti nel recente passato da una sinistra che ha lasciato spazi vuoti nelle periferie delle grandi città, consentendo agli abitanti di vivere immigrati, rom, stranieri come nemici da combattere.
 
Un'analisi accurata ad opera dell'Istituto Cattaneo insieme a Nomisma ci rivela che esiste una separazione "orizzontale all'interno dei territori" tra coloro che "vivono nei quartieri centrali e chi invece risiede nei contesti più marginali e periferici": una divisione netta che arriva, per esempio a Roma, fin dentro il cuore della città, dove si individuano sacche di povertà e di degrado anche nei quartieri centrali. La giovanissima Desirée Mariottini, seviziata per ore in un palazzo occupato nel quartiere San Lorenzo, vicinissimo alla Sapienza, un quartiere "colto, vario, divertente, chiassoso e costoso", è l'altra vittima di cui si parla.
 
Le due ragazze la cui fine è raccontata da Buccini con rigore da cronista e pietas di padre sensibile, è una delle tante raccolte in questo libro. Il successo della Lega di Salvini risulta più chiaro scorrendo i tanti episodi che hanno riempito le cronache in ogni parte d'Italia. I tanti titoli dati ai capitoli del libro raccontano storie diverse e drammatiche: lo scontro di civiltà sul bus per Foggia, dove compaiono ritratti di Mussolini e un fenomeno che non si sa neppure se chiamare razzismo: l'autore ne parla come una lotta feroce tra ultimi e penultimi, tra chi sta male e chi sta peggio, una bomba che minaccia quotidianamente la vita dei nostri territori.
 
Corviale, vita da cani, destino da eroi: l'architettura progressista, la casa popolare per tutti, il sogno di dare una casa ai cittadini italiani all'indomani della fine della Seconda guerra mondiale, si è scontrata nel nuovo millennio con una società profondamente mutata, con il fenomeno delle occupazioni abusive, con i servizi di collegamento assenti e causa di nuove emarginazioni. Analogo discorso per Scampia, dove le Vele, progettate come copia delle Città Giardino inglesi, hanno finito per divenire scenario per le fiction più violente, teatro degli scontri tra Camorra e forze dell'ordine, luogo di degrado, di spaccio, di abbandono scolastico, e di missione per maestri e preti coraggiosi.
 
Ricchissimo di spunti di riflessione, di numeri, di informazioni, di testimonianze, il libro di Goffredo Buccini offre ai lettori uno spaccato convincente sugli errori compiuti da una classe politica incapace di comprendere, da troppo tempo, le emergenze sociali dirompenti: l'immigrazione, ma non solo. "Ghetti. L'Italia degli invisibili" ci offre una chiave di lettura politica, sociologica, culturale, urbanistica, economica, che ci aiuta a comprendere nella loro globalità episodi, notizie di cronaca, stralci di articoli, dandocene una interpretazione univoca, coraggiosa, determinata. Conclude Buccini: "Così tutte queste saranno parole vuote finchè non verranno incarnate e non cammineranno sulle gambe di nuovi politici capaci di parlare il linguaggio della gente comune, senza dare l'impressione di imbonirla o di stordirla".
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