Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Tutti pazzi a Tel Aviv

Se gli sceneggiatori della soap stanno al check point

Rosapurpurea - Ottavio Cirio Zanetti 17/05/2019

Una scena del film Una scena del film Qualcuno ricorderà "Pallottole su Broadway", delizioso film di Woody Allen in cui il gangster Chazz Palminteri è obbligato a scortare la pupa del boss che vuol recitare a Broadway e lo farà malissimo. Durante le prove il gangster scopre di essere più dotato lui per dialoghi e regia del regista vero, riscrive il tutto ma farà fuori la pupa perché gli rovina quello che ritiene ormai il "suo" spettacolo. Ecco, "Tutti pazzi a Tel Aviv" ("Tel Aviv brucia" in originale, era meglio), commedia di Sameh Zoabi, parte un po' da quell'idea, seppur non dichiarata, di uno sceneggiatore inconsapevole anche a se stesso, che da solo o meglio con aiuti esterni diventa meglio degli altri. Ambientando il tutto non a Broadway ma tra Ramallah e Gerusalemme, dunque in zona particolarmente e politicamente calda. Invece dei soliti Shakespeare in chiave buonista che, a teatro, si manifestano con un Romeo palestinese e una Giulietta israeliana - o viceversa, poco importa, ma quanti se ne sono visti! -, Zoabi fa un divertente film nel film o meglio film nella tv. Perché pare che in Israele le soap arabe siano molto popolari e seguite.
 
Prende il giovane Salam che grazie allo zio produttore si infila a lavorare nella soap palestinese "Tel Aviv brucia" con la scusa di correggere l'accento della diva francese di turno, la quale - sempre nella finzione tv - dovrebbe sedurre il generale israeliano Yehuda. Siamo nel '67, poco prima della guerra dei sei giorni. Nella realtà odierna Salam, che corregge accenti e battute, ha un problema: tutti i giorni per andare da Gerusalemme, dove abita, a Ramallah, dove si gira, deve passare i controlli al check point, un po' come se prima dell'89 fosse stato di qua e di là del muro di Berlino. Fa lo spiritoso con un'agente femmina chiedendole se ritiene un complimento la frase "sei una bomba!". Figurarsi! Viene sbattuto al cospetto di Assi, il comandante del check point che è grande fan della soap insieme a tutta la famiglia, ne conosce a memoria le battute, propone modifiche più credibili ai dialoghi. In breve, diventa lui, insieme a Salam, l'autore ghostwriter delle prossime puntate. Come in ogni soap che si rispetti, tutti vogliono conoscere il finale, Assi compreso. Di certo non lo rivelerò io, ma dico soltanto che lo stesso Assi ve lo ritroverete sul set giusto sotto finale. Commedia politicamente poco corretta forse, ma tutta da godere.
Altre sull'argomento
American Animals
American Animals
Rashomon tragicomico del Kentucky
American Animals
American Animals
Rashomon tragicomico del Kentucky
Quel giorno d'estate
Quel giorno d'estate
La vita, il terrore, il silenzio
Quel giorno d'estate
Quel giorno d'estate
La vita, il terrore e il silenzio
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.