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Pranzi di famiglia

Romana Petri, Neri Pozza 2019

Ex libris - Elisabetta Bolondi 10/05/2019

La copertina del libro La copertina del libro La copertina del libro di Romana Petri "Pranzi di famiglia", pubblicato da Neri Pozza, riproduce un edificio che potrebbe trovarsi in una delle città meridionali d'Europa, quasi a voler alludere al fatto che la storia raccontata dalla scrittrice potrebbe svolgersi ovunque, mentre la collocazione della vicenda a Lisbona è una scelta narrativa che ci riporta alla grande tradizione di affinità tra le nostre letterature, penso ad Antonio Tabucchi. La famiglia raccontata in tutte le sue sfaccettature, nei labirinti dei rapporti espliciti e segreti, nei contrasti, negli odi, nelle affinità, nelle separazioni, è composta da numerosi personaggi, i cui ritratti la scrittrice affida alle pagine del libro ma anche ai quadri che ne farà la pittrice italiana Luciana Albertini, certamente la voce più creativa e visionaria del racconto. Tiago Dos Santos aveva sposato la bella Maria do Ceu, ma dopo la nascita dei figli, Rita e i gemelli Joana e Vasco, l'aveva abbandonata per sposare l'ambiziosa Marta. Rita, nata con un volto deforme, aveva dovuto subire numerose operazioni per renderne il viso accettabile; i due fratelli gemelli invece erano bellissimi, da cui la rivalità tra le sorelle e l'invidia per il bel Vasco.
 
Il romanzo inizia con la morte della madre amatissima, tanto che da quel momento la famiglia comincerà fatalmente a sgretolarsi. Joana sposa Nuno, brutto e insignificante, e andrà a vivere lontano da Lisbona, isolandosi sempre di più, mettendo al mondo due figli, entrando in depressione dopo il tradimento del marito. Rita e Vasco si separano con risentimento: lui, gallerista, scova su internet i quadri interessanti di una pittrice italiana, la invita a Lisbona, se ne innamora e comincia con lei una fantasiosa relazione; in una casa di riposo vive il vecchio nonno, Manuel, a cui i nipoti sono molto legati. C'è anche un fratello del padre, lo zio Humberto, una sorta di barbone, colto e intelligente; infine la coppia Tiago e Marta, la cui unione non è mai stata accettata dai figli, che detestano questa donna grassoccia e invadente, che ha preso il posto della loro infelice madre, e che li ha allontanati dal padre. Lui nel frattempo ha fatto una importante carriera politica, e da una condizione di miseria è divenuto ministro della Sanità.
 
Il suo rapporto con i figli è superficiale. Il formalismo li condiziona, tanto che l'unico momento in cui si incontrano sono questi famosi pranzi domenicali al ristorante, un appuntamento inderogabile, durante i quali la cosa principale sembra la scelta del vino; gli incontri si trasformano in scontri, la violenza sopita esplode, Rita lascia la tavola urlando, Marta guarda in terra, Vasco vorrebbe trovarsi altrove: solo la pittrice, ormai compagna di Vasco, mai accettata, è capace di dire parole di verità a questa famiglia così difficile e risentita. Ci sono animali domestici, il cane Barabba e il gatto Zaca, che sembrano più umani degli uomini; ristoranti, caffè, ospedali, spiagge, un gran freddo, il forte vento dell'Atlantico, il fiume Tago fanno da scenario a questa storia cha la Petri racconta con grande acume psicologico, con profonda empatia nei confronti dei personaggi, con forte realismo nel descrivere la violenza che attraversa i legami familiari che dividono genitori e figli, fratelli e sorelle, nel rimpianto di un passato che si credeva felice, ma che si rivela pieno di menzogne.
 
Vasco affida alle pagine di un quaderno i suoi pensieri per la madre scomparsa, Rita ricerca in archivio il passato della squinternata famiglia, Joana si affida a una psicoanalista, la Albertini, così viene chiamata la pittrice Luciana, costruisce i suoi tredici quadri che saranno il ritratto visionario e veritiero che solo un'artista poteva rappresentare. Il romanzo è molto lungo, la scrittura molto densa e analitica, le forme espressive insolite: perché ha preferito usare "aperse", "coperse", al posto delle più consuete aprì, coprì? Ci sono Le Lusiadi e Guerra e Pace, i grandi quadri della tradizione, tanta cultura figurativa, tanta musica, letteratura, tanta sensibilità artistica nel libro di Romana Petri. E la consapevolezza che la cosiddetta famiglia tradizionale, tanto invocata da una parte di società italiana che guarda al passato, è troppo spesso un covo di vipere, che l'autrice indaga con lama affilata, smascherando ipocrisie e luoghi comuni.
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