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Stanlio & Ollio

Affettuoso biopic sul viale del tramonto

Rosapurpurea - Ottavio Cirio Zanetti 10/05/2019

Una scena del film Una scena del film I cultori dei viali del tramonto dei divi che furono (Fellini e Bernardino Zapponi tra gli altri) raccontavano dell'ultima tournée italiana di Buster Keaton. Tragica. Come quella sua faccia, atona, cadaverica, sperduta per i teatri di avanspettacolo, pochi spettatori impazienti di vederlo sparire per far posto alle sei ballerine - sei - allora poco televisive e piuttosto in carne. Chi ricorda in "Roma" di Fellini lo straordinario episodio dell'avanspettacolo all'Ambra Jovinelli, sa di cosa parlo. Ecco, proprio così, ma più triste ancora perché all'epoca della tournée italiana Buster Keaton non era ancora stato rivalutato né dalla critica né dalla storia del cinema. A differenza di Keaton che snobbò sempre il sonoro, Stanlio & Ollio vennero a patti, magari con poche frasette e onomatopee, da noi doppiate e reiventate perlopiù da Alberto Sordi. Ma questo non impedì al duo comico di cominciare a percorrere il loro viale del tramonto malinconico, sebbene meno solitario di quello di Buster Keaton. E' proprio durante questo percorso calante che li coglie il regista Jon S. Baird in "Stanlio & Ollio" tratto dal libro inglese che racconta la loro ultima tournée in Gran Bretagna nel '53, un film che è insieme biopic assai libero e doppio ritratto affettuoso scenico e privato, velato di nostalgica malinconia.
 
Stringono il cuore l'inverno, la pioggia, gli alberghetti pulciosi o quasi e soprattutto i teatri semivuoti visti dalla loro soggettiva di coppia che aveva fatto (e fa ancora) ridere al cinema generazioni di spettatori. Eppure le gag famose sono le stesse, trasposte tali e quali dal vivo sul palcoscenico. E nei camerini, da una cittadina all'altra, vagheggiano di un film di nuovo insieme su Robin Hood: "rubare ai povèri per dare ai povèri" suggerisce con innovazione rivoluzionaria l'inglese Stanlio - era lui l'autore di testi, gesti, balletti e gag – all'americano Ollio, già troppo impegnato con il golf, le scommesse, la buona tavola. Non lo gireranno mai, il produttore inglese neanche si degna di ricevere Stanlio, ma lo fa liquidare in fretta dalla segretaria. Solo a Londra la tournée fa un salto di qualità, il pubblico li reclama e li applaude a teatri esauriti e poi arrivano dagli States anche le rispettive compagne e allora addio alberghetti, ma solo suites al mitico Savoy. Quando Ollio si ammalerà di cuore si esibirà comunque a rischio infarto un'ultima volta persino in quei loro balletti vezzosi tenendo sollevate le punte dei frac. E Stanlio, pur cornificato in passato dal partner con un film senza di lui, morto Ollio non vorrà più lavorare. Steve Coogan e John C. Reilly sono semplicemente teneri, bravissimi, e impressionanti per mimesi con gli originali, probabilmente grati anche loro per tutte quelle risate semplici e di cuore regalate a tutti da Stanlio e Ollio.
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