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Migrante per sempre

Chiara Ingrao, Baldini & Castoldi, 2019

Ex libris - Elisabetta Bolondi 03/05/2019

Migrante per sempre Migrante per sempre Oggi il grande tema che occupa le cronache  dell’intero pianeta sembra essere quello delle migrazioni dei popoli. Dall’urgenza dei popoli di cercare un destino migliore parte la narrazione che Chiara Ingrao fa nel suo recente romanzo, “Migrante per sempre”, servendosi della storia vera di una donna siciliana, Anita, che nel libro diventa Lina, un personaggio femminile indimenticabile. La lunga narrazione è divisa in tre parti, per raccontare una storia che include tre generazioni di donne coraggiose, educate al lavoro, alla dignità, all’impegno sociale. Lina viene da una famiglia poverissima, il padre raggiunge la Francia da clandestino nel 1956, poi passerà in Germania dove lo raggiunge la moglie, mentre i tre figli restano in Sicilia con i nonni. La Nanna, raccoglitrice di pistacchi, profuma di zagara ed educa in nipoti con ruvido affetto, negli anni Sessanta, mentre nel Juke Box del paese Caterina Caselli canta “Nessuno mi può giudicare”, uno stimolo per la giovane Lina, divenuta ormai donna, e costretta con le sorelle a raggiungere la madre in Germania. Dopo anni di stenti e di disprezzo di cui sono fatti segno gli immigrati europei, Lina conosce Piero, un seminarista incerto sulla sua vocazione, lo sposa, e con lui rientra in Italia. Vita faticosa e miserrima, con due bambini, Lina isolata per la frequente assenza del marito, conosce una immigrata sudamericana, l’antropologa Rosa, che le darà il coraggio di esibire agli altri la sua personalità di combattente al servizio degli altri.
 
Il libro è denso di significati, ricco di spunti di riflessione sulla storia italiana ed europea, sui tanti assi avanti e sui tantissimi ancora da fare, sul cammino inarrestabile che i migranti continuano a compiere, da un paese all’altro, attraverso i continenti, scavalcando confini e muri, varcando mari e oceani, alla ricerca spasmodica di una condizione di vita migliore, come è nella natura degli uomini e delle donne di tutti i tempi. Chiara Ingrao ci fa incontrare con tutte le contraddizioni, gli errori, gli insuccessi, ma anche le tante conquiste che il nostro paese ha saputo compiere;  attraverso il racconto della vita di Lina ci confrontiamo con la trasformazione della società italiana, l’evoluzione della condizione femminile, il superamento di quella emigrazione disperata a cui i nostri concittadini furono costretti, in Germania, Francia, Belgio: facendo memoria del nostro passato l’autrice ci mette a confronto con il nostro presente, pieno di nuove servitù a cui spesso obblighiamo i migranti disperati del nostro tempo. Un lavoro importante quello che ci consegna con questo romanzo Chiara Ingrao, utile per la memoria, necessario per l’indifferenza e l’ignoranza che sembrano segnare una larga parte della società italiana.
 
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