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Quelli cattivi

Massimo Lugli e Antonio Del Greco, Newton Compton 2019

Ex libris - Elisabetta Bolondi 19/04/2019

La copertina del libro La copertina del libro In questo libro che Massimo Lugli ha scritto con Antonio Del Greco, la ricostruzione puntigliosa di reali fatti di cronaca romana divenuti romanzo, ci restituisce la convinzione che la grande malavita nella capitale non solo non è debellata, ma è in continua crescita, dato l’espandersi della città sul territorio circostante e l’abbandono di intere parti di quartieri periferici al potere della delinquenza. Nel romanzo “Quelli cattivi”, con sottotitolo “Roma non vuole padroni”, numerosi sono gli spunti che gli autori hanno desunto dalla vera cronaca, a cominciare dagli intrecci perversi tra malavita ed estremisti di destra, che hanno insanguinato e depredato la capitale che si estende fino ad Ostia, regno incontrastato di alcune tristemente note “famiglie”, tra le quali spicca quella di Pietro Salis, soprannominato “Er Cattivo”, terrore dei suoi nemici, adorato dai suoi fedelissimi scherani, anche loro noti con surreali soprannomi, Scrocchiazzeppi, Er Fanfara, Topo Giggio…
 
Siamo  nel 1984 al Lido di Roma, la cittadina fascista voluta dal duce per le vacanze dei romani, ora semplicemente Ostia, covo di delinquenti a cui le forze dell’ordine, pur seriamente impegnate a combatterli, si oppongono con pochi successi. Quando Er Cattivo viene abbordato da un militante di spicco di un gruppo eversivo di destra, Omar Gentile, che gli propone un colpo miliardario in una banca di Marbella, in Andalusia, dove afferma di avere un contatto che consentirà il successo dell’impresa, il boss romano ha qualche esitazione: fanatici combattenti di destra e “seri” gruppi malavitosi non hanno molto in comune, ma il colpo fa gola e l’alleanza viene stipulata. Er Cattivo procurerà uomini e mezzi per organizzare il colpo milionario. In effetti il furto clamoroso preparato con cura e competenza riesce, ma le conseguenze a lungo termine saranno drammatiche. In un crescendo di uccisioni, vendette, arresti, carcerazioni, la storia si mostra in tutti i suoi efferati risvolti.
 
Va detto che alla fine del romanzo i “cattivi” finiscono male, non vi è nel modo di narrare storie vere da parte dei due autori alcun compiacimento, né si viene indotti alla emulazione, cosa che molti pensano degli effetti delle serie tv così gradite soprattutto dai più giovani. Una violenza disumana, il sacrificio anche delle persone più vicine in nome di un potere cieco, di un desiderio di comandare su tutti, prevalgono negli episodi narrati in questo ennesimo “romanzo criminale”. Solo in alcuni momenti nella mente dei due rivali/alleati, Er Cattivo e “Omare”, versione romanesca di Omar, si avverte qualche accenno di umanità, qualche residuo di sentimento: pagina molto intensa quella dei detenuti che alla notizia della morte per incidente stradale della compagna di Pietro Salis, si mettono in fila per esprimergli solidarietà con l’assenso delle guardie carcerarie.
 
Gli autori del libro mostrano di conoscere i meccanismi più profondi, i riti consueti, le cerimonie, i rapporti di forza, le complicità, la corruzione di politici e poliziotti, la catena di omertà e di paura che permette ad una forza del male impersonata da un gruppo di criminali di spadroneggiare tenendo in scacco quartieri interi, e le bande rivali che se ne contendono la supremazia. I nomi veri di Buzzi, Carminati, Spada, per citare solo i più tristemente famosi, hanno lacerato il tessuto della intera città di Roma, e giornalisti coraggiosi, poliziotti determinati, carabinieri integerrimi, magistrati corretti e onesti li hanno combattuti. Ora possiamo leggere libri come questo, con personaggi di fantasia e con intrecci incalzanti e pieni di sorprese, per saperne di più e per capire che la guerra non è stata ancora vinta.
 
Giornalisti precari che venderebbero la madre per uno scoop, l’ironia dell’autore che si cita con lo pseudonimo prevedibile di Massimo Giugni, citazioni di grandi giallisti, Francesca Alati, la reporter che sogna il grande pezzo al Messaggero e si vende al poliziotto corruttibile, la bellissima spagnola Amparo, la donna di Omar, dura e determinata come una lama affilata, il teorico dei gruppi rivoluzionari di destra eversiva che insegna all’università e ha plagiato giovani convinti che oggi si possa abbattere il sistema democratico in Italia, sesso e cocaina, insomma non manca nulla in una storia raccontata da chi sa farlo con perizia, che conosce i buchi neri che i giornali non sempre raccontano, in un romanzo che descrive “la nascita e l’ascesa della grande mala nella capitale”.
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