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Le galanti

Filippo Tuena - il Saggiatore

Ex libris - Elisabetta Bolondi 05/04/2019

Le galanti Le galanti Alla pagina 9 del volume appena pubblicato dal Saggiatore, Filippo Tuena elenca i temi che saranno affrontati ne “Le galanti”. Si parte dall’antichità  delle città greche, Micene e Sparta, si attraversa tutta la storia dell’arte e del pensiero occidentale, con la frequentazione appassionata di archeologia, scultura, pittura, storia, società, letteratura, poesia, antiquariato, museografia, iconografia, per giungere ai giorni più recenti attraverso quella che lo stesso autore definisce quasi una autobiografia  esistenziale. Tuena è uno studioso,  un ricercatore d’archivio e un collezionista attento , un viaggiatore curioso, un lettore colto. L’esergo del libro è  un breve messaggio che Raffaello Sanzio indirizza a Baldassarre Castiglione,  a proposito della Galatea e del concetto di modello di bellezza. I quadri, le belle donne ritratte, la storia che si nasconde dietro ai tanti quadri famosi o dispersi, collezionati o ritrovati, comprati ed appesi in casa, occupano molte pagine del libro: ecco Giovanna Tornabuoni degli Albizzi, ritratta dal Ghirlandaio, una lunga vicenda che l’autore sa raccontare con passione e competenza. Tutto il libro è segnato da una parola ricorrente, seduzione: l’amore per l’arte nelle sue diverse declinazioni, nelle diverse epoche, in oggetti diversi per qualità e stile, è il filo rosso che ci accompagna nelle avventure intellettuali che Filippo Tuena ha vissuto e vuole condividere con i lettori curiosi e  sensibili.
 
Le oltre 600 pagine de Le galanti sono un museo, un repertorio, una miniera di aneddoti, storie, studi, ricerche, riflessioni, pensieri, suggestioni che hanno coinvolto sin dalla giovinezza il  ragazzino dei Parioli, figlio di un grande antiquario, abituato a frequentare musei e collezionisti,  storici dell’arte  e studiosi , insomma predisposto a quello che sarà la sua vita di adulto, romanziere e saggista  dalle   molteplici inclinazioni. Ritroviamo personaggi che hanno subito tortura e morte durante la occupazione nazista di Roma. Ecco la fine atroce di Giorgio Labò, torturato e fucilato per rappresaglia a Forte Bravetta, pochi giorni prima di via Rasella e dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. In quei giorni a Roma si aggiravano nomi noti, Antonello Trombadori, Carlo Salinari, Argan, Guttuso, Calamandrei e tutti gli artisti fiancheggiatori della Resistenza, Vedova, Turcato, Afro, Mirko. Tuena si sofferma con commozione  sul carcere di via Tasso, pubblica foto sbiadite di messaggi dei condannati, delle celle dei prigionieri, dei martiri quali Gesmundo, Aladino Govoni, il generale Simone  Simon. Ma ci sono episodi divertenti, il set di Cinecittà dove nel 1956 si girò il celebre “Guerra e pace” di King Vidor, per il quale l’antiquario Tuena padre aveva procurato gli arredi di scena , e che risultano oggetti familiari per lo scrittore. Nel lungo diario intellettuale facciamo incontri con opere e personaggi celebri, ma anche con eventi sconosciuti e capitoli della storia dell’arte poco raccontati in dettaglio: penso alla storia di Théodore Géricault e la sua Zattera della Medusa: conoscevo come molti il grande quadro, ma ignoravo la sua terribile genesi, la vicenda che aveva portato il pittore a misurarsi con un dramma umano spaventoso. Il Cardinale Mazzarino condannato dalle diagnosi infausta dei medici che passa in rassegna nella galleria che li ospita le sua collezione di capolavori, disperato all’idea di doverli abbandonare per sempre; la celebre Caccia di Paolo Uccello, un quadro che consente allo scrittore di scrivere pagine nelle quali si inseguono Sigmund Freud e Paul McCartney, Cy Twombly e  T.S.Eliot, Raffaello e lo stesso scrittore, viaggiando nel tempo e nello spazio tra Oxford, Londra, Vienna, Firenze, St. Louis. Un Orlando Furioso illustrato da Gustave Doré, sulle cui illustrazioni Filippo bambino aveva fantasticato, in edizione di grande formato, andrà in eredità alla sorella, rendendo lo scrittore desideroso di possederla a tutti i costi.
 
L’acquisto su internet sarà una delusione, l’edizione è modesta, la carta di cattiva qualità. Per il bibliomane collezionista un colpo al cuore, ma restano le celebri ottave ariostesche, citate per intero, di straordinaria attualità. Il labirinto, il castello del mago Atlante, la pianura della Luna dove si raccolgono i vani desideri, i progetti mai conclusi, l’ambiguità, in quelle pagine straordinarie possiamo ritrovarci tutti, sembra suggerire l’autore. Ovidio e Proust, Luca Signorelli e Velasquez, Caterina dei Medici e la regina Margot, Goffredo Mameli e Luciano Manara morti  alla disperata difesa di Roma nel 1849, Dante, Van Gogh, Gauguin, la drammatica marcia di Scott alla conquista del polo Sud, preceduto dal norvegese Amundsen; le inquietanti signorine di Felice Casorati, l’ermafrodito Borghese, Ulisse e Penelope, le razzie naziste dei quadri, le peripezie dei ritrovamenti,  la lunga storia letteraria delle Sirene, la Caverna di Platone. Poi ci sono episodi legati alla storia privata di Filippo, dalla vita di studente al liceo, ai viaggi con la famiglia alla ricerca di piccoli musei in tutta Europa, dalle cene nella casa romana dell’infanzia, ai viaggi in treno leggendo e usando il biglietto come segnalibro. Memorie private, memorie storiche, cultura raffinata e piccoli  aneddoti quotidiani, raccontate talvolta in prima persona, talvolta in terza. Nel libro c’è molto, in alcuni momenti mi è quasi sembrato troppo, e infatti la mia lettura è stata lenta, discontinua nel tempo, ma ho nutrito profonda empatia per molti dei personaggi citati, e soprattutto per l’amore che scaturisce da ogni  pagina. Libro consigliato a lettori appassionati, pazienti, cultori di arte e memoria.
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