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Il gioco delle coppie

La doppia vita degli intell˛ parigini

Rosapurpurea - Ottavio Cirio Zanetti 25/01/2019

Una scena del film Una scena del film Doubles vies. Se vi è per caso capitato di cenare con amici preferibilmente intellettuali e soprattutto parigini, vi sarà anche capitato, seduti a tavola con loro, non solo di sentirli parlare del cibo che stanno assaporando, ma che la conversazione si arricchisca di descrizioni quasi letterarie di altri cibi, di altre esperienze culinarie, di un altrove gastro-intellettuale e personale. Neanche si fosse tutti protagonisti di un saggio di Roland Barthes, del tipo "Miti d'oggi". Esattamente quanto accade in questo francesissimo "Doubles Vies" ("Il gioco delle coppie") di Olivier Assayas. Basta sostituire al cibo un altro protagonista, il libro, nell'era del controverso passaggio dalla carta al digitale, con tutti i suoi corollari annessi. I personaggi in questione non si siedono neanche confortevolmente a tavola, ma consumano, seduti precariamente nei vari esigui salottini di case tipiche intellò, cibi non ben identificati, pretesto per riunirsi, stare insieme e dibattere fittamente su presente e futuro dell'E-book o fine eventuale del cartaceo. Alcuni sono fortemente radicati nel passato dell'odore e della foliazione irrinunciabile, altri puntano ben oltre. Parecchi, come fosse un corollario periferico al dibattito dichiarato e centrale, vivono – come dice il titolo francese - una doppia vita.
 
C'è l'editore classico che si porta a letto, durante una trasferta all'hotel Nord Pinus di Arles, una specie di stagista che lo tradirà presto con un posto fisso digitale a Londra. E' sposato con una attrice di teatro che lo ha tradito (il teatro) per una serie tv in cui fa la poliziotta e lo tradisce (l'editore) con un romanziere che sa scrivere solo partendo dalle sue esperienze di vita, anche sessuali e anche con l'attrice medesima che si è esercitata con lui in prestazioni orali durante la proiezione di "Il nastro bianco" di Haneke. Non manca un politico progressista per cui lavora la moglie del romanziere e che si fa beccare nudo mentre esce dalla postazione di una prostituta. E' un film molto ironico questo di Assayas, soprattutto in originale, abilissimo nel costruire il 'marivaudage' intellò moderno, non a caso ha vinto il leone veneziano alla sceneggiatura. Ed è insieme un saggio sociologico su una ben precisa società parigina (che bisogna conoscere almeno un po' per divertirsi), in cui le vite anche se doppie, scivolano via quasi senza lasciare tracce. Tranne qualcuna su carta o su E- book.
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