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Widows – eredità criminale

La Chicago criminale di oggi

Rosapurpurea - Ottavio Cirio Zanetti 23/11/2018

Widows – eredità criminale Widows – eredità criminale Dice che non vuole fare film noiosi, Steve Mc Queen, quasi cinquantenne regista e artista e scultore e fotografo britannico, e in genere ci riesce, a parte il prevedibile “12 anni schiavo” dove la noia indotta dal film a tesi è palpabile nonostante i 3 Oscar. Con “Widows - eredità criminale” per fortuna si cambia marcia. Si ispira a una serie BBC anni 80 con l’aggiunta in sceneggiatura di Gillian Flynn quella di “Gone girl – l’amore bugiardo”. L’azione si sposta nella Chicago di oggi, luogo d’elezione per mafie, rapine e annessi su cui senza inciampi nel racconto, si innesta, volendo, anche un discorso di satira politica e razziale, nel senso che ai politici di professione bianchi, ricchi e corrotti stanno per succedere i neri, non meno corrotti e soprattutto più violenti. Sono loro che ricattano Viola Davis, fresca vedova – colpi di scena a parte – di Liam Neeson, solido rapinatore morto bruciato nella sparatoria della polizia che fa fuori tutta la banda. Ma Neeson ha lasciato in eredità un calepino di appunti preziosi con dettagli su come e dove eseguire un colpo da cinque milioni di dollari. E’ evidente che il regista si identifica con Viola Davis e le altre vedove che, insieme, decidono di passare all’azione. Le ritrae con evidente simpatia e partecipazione per il complesso di tradimenti che hanno dovuto subire e la solitudine in cui sono state lasciate dai rispettivi compagni ad arrangiarsi da sole. A parte l’inizio che presenta l’antefatto, da quando appaiono le vedove con le loro vite complicate e a cui sembra difficile e solo con molta applicazione si riuscirà a dare una svolta, il film fila con la giusta tensione. E con non trascurabili colpi di scena. Per scoprirli bisogna dare retta ai cani, anzi a una cagnetta, anche lei femmina come le donne del titolo. Dove non arriva la perspicacia degli umani pure intelligenti e scafati, i cani hanno già capito tutto, il loro fiuto non mente mai. Molto più di Colin Farrell e di Liam Neeson che non si impegnano più di tanto, l’unico attore in grado di tenere testa al piglio delle vedove è Robert Duvall.
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