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Nel peggiore dei modi

Flavio Villani, Neri Pozza 2018

Ex libris - Elisabetta Bolondi 23/11/2018

Nel peggiore dei modi Nel peggiore dei modi Lo scrittore Flavio Villani pubblica il secondo romanzo della nuova serie di polizieschi italiani che ha  per protagonista il commissario Cavallo, meridionale, dimesso e onesto, naturalmente dotato di fiuto, loden e sigarette, come l’ormai famoso Rocco Schiavone, il personaggio di Manzini del quale condivide anche il nome di battesimo. Milano, 1990. Assistiamo all’uccisione in strada, di fronte alla tabaccheria dove si è fermato a comprare le sigarette, di Giacomo Riva, immobiliarista, cappotto di cachemere e Mercedes. Al delitto ha assistito dal sedile dell’auto, Andrea Riva, undici anni, figlio della vittima, che ha fatto in tempo a guardare negli occhi l’assassino. Ci sono anche altri testimoni, la pediatra del bambino, che passava di lì per caso, una giornalista freelance, che si rivelerà moglie del giudice incaricato dell’inchiesta. Rocco Cavallo e il suo giovane vice, l’ispettore Montano, cominciano ad indagare e sembra  che le grandi associazioni malavitose che si stanno spartendo il mercato della droga a Milano siano coinvolte nel delitto avvenuto in pieno giorno. In casa del morto la moglie Paola Innocenti, proveniente da una potente famiglia, si mostra reticente a collaborare con la polizia, nell’intento di difendere Andrea, che dopo il trauma della morte del padre si è chiuso: fa solo disegni molto significativi, che potrebbero indicare le sembianze dell’assassino, un uomo grosso, dai capelli lunghi. La casa dei Riva è lussuosa, spicca sul muro del salotto una grande tela rossa di Lucio Fontana: come mai il semplice titolare di una agenzia immobiliare si permette simili lussi? Le indagini proseguono, ma mentre la pista del traffico mafioso di droga viene data per scontata dai superiori di Cavallo, lui si convince che c’è dell’altro, e sfidando gli ordini di chi vuole coprire collusioni a livelli alti, riuscirà a sbrogliare una intricata matassa; una storia che viene da lontano, dagli anni Settanta, quelli del terrorismo e dei fiancheggiatori di bande eversive. Un bell’affresco di storia politica e sociale quello che ci consegna nelle pagine del libro lo scrittore, che mostra di avere una conoscenza vasta dei meccanismi criminali e delle pagine più oscure della Milano di quagli anni. La descrizione di quartieri della capitale lombarda dominata da un clan mafioso è di grande precisione ed efficacia:“… Un pezzo di città densamente popolato a forma di cuneo, il cui vertice si impiantava nella circonvallazione di viale Jenner, mentre la base era la periferia di Como….Una successione di case popolari costruite senza criterio, e poi agglomerati urbani ammassati come cancri, a partire da piccoli nuclei abitativi, originariamente cascine o minuscoli paesi, un tempo rurali". Cavallo per le sue indagini non si serve quasi mai dell’auto di servizio, preferisce camminare a piedi, o salire e scendere dai filobus che attraversano la città. Ha modo così di riflettere, di prendersi il tempo giusto per le sue ipotesi, le sue ricerche di prove, per analizzare l’aspetto psicologico della complessa vicenda su cui indaga.  La Milano di Villani parte da un delitto, si inoltra nelle ramificazioni criminali della mafia siciliana ormai potente al nord, approfondisce le pulsioni di una classe dirigente di politici ed imprenditori corrotti, sfiora delitti che diverranno di grande attualità nei decenni successivi, ma resta soprattutto protagonista della storia della città, vista nei suoi aspetti meno noti, nei quartieri che non sono il quadrilatero della moda e del design, ma luoghi dove si annidano miseria e delinquenza, omertà e complicità. C’è il Pirellone, c’è Luciano Bianciardi, ci sono le opere di Lucio Fontana, c’è cultura diffusa nella società che si trova a fronteggiare il commissario Rocco Cavallo, ma ci sono anche uffici polverosi dai quali far uscire finalmente scheletri troppo a lungo nascosti. Sono bravi Cavallo, Montano, sono poliziotti corretti e non corrotti, sono personaggi letterari costruiti per dare speranza a questo paese, che ne ha davvero molto bisogno.
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