Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

La doppia madre

Michel Bussi, Edizioni E/O, 2018

Ex libris - Elisabetta Bolondi 09/11/2018

La copertina del libro La copertina del libro Dei molti romanzi pieni di suspence e di finali a sorpresa a cui lo scrittore francese Michel Bussi ci ha abituato, questo mi ha colpito in modo diverso dagli altri, riconoscendo allo scrittore, "il maestro del romanzo trompe l'oeil", come è stato definito dai critici, una capacità di scrittura nel tenere alta la tensione del lettore veramente eccezionale. La storia al centro di "La doppia madre", appena pubblicato in Italia da E/O, è quella del bambino Malone, quattro anni circa, e del suo peluche molto rovinato dal quale non si allontana mai; uno strano animale chiamato Guti, non usuale e subito identificabile, ma un oggetto che avrà importanza fondamentale nell'intreccio narrativo. Ci sono molte donne nel romanzo: Marianne, la quarantenne ispettore di polizia di Le Havre, teatro della vicenda, che si trova di fronte ad un caso molto  difficile: perché lo psicologo scolastico Vasil si mostra molto preoccupato delle condizioni psichiche del piccolo Malone, che afferma che non è la sua vera mamma quella con cui vive?
 
I ricordi e i disegni del bambino, precocissimo, testimoniano una realtà diversa da quella ufficiale, che vede il piccolo regolare figlio di Dimitri e Amanda, una coppia normale e apparentemente affidabile. L'ispettrice è quasi infastidita dalla insistenza di Vasil, presa com'è dal risolvere il caso di una sanguinosa rapina avvenuta proco prima a Deauville, nella quale sono morti i due giovani rapinatori mentre altri due, i più pericolosi, sono irreperibili. E infine c'è Angélique, Angie, cara amica di Marianne, ma innamorata di Vasil, su cui la stessa ispettrice ha messo gli occhi. Ma quando lo psicologo in cerca del luogo a cui si riferiscono i precisi ricordi del piccolo Malone viene trovato carbonizzato insieme alla sua moto presso la scogliera che guarda la Manica, Marianne e la sua fedele squadra di poliziotti capiscono che la sanguinosa rapina e il piccolo Malone fanno parte della stessa intricata storia.
 
Da qui una serie di intrecci, di delitti, di sorprese, di interrogativi sulle vere identità dei protagonisti. Il gioco sottile di Bussi è proprio questo: fino alle ultime pagine del libro, quasi cinquecento, ci chiediamo chi siano i buoni e chi i cattivi, chi la vera madre di Malone, chi ha orchestrato così atroci delitti. La caratteristica che più apprezzo in Michel Bussi, capace di muoversi in diversi scenari geografici con agio e conoscenza specifica dei luoghi, è la sua attenzione allo spaccato sociale, alla verosimiglianza dei suoi personaggi, alle loro frustrazioni, ai loro tratti psicologici. Un thriller, il romanzo, ma con molti sapienti risvolti nell'analisi della condizione socioeconomica degli ambienti provinciali descritti, che ci aiutano a conoscere una Francia insolita e poco raccontata, una Francia che non è solo Parigi.
Altre sull'argomento
Il tunnel
Il tunnel
Abraham Yehoshua, Einaudi 2018
Il tram di Natale
Il tram di Natale
GiosuŔ Calaciura, Sellerio 2018
Il cielo stellato di Vincent e altre storie
Il comune senso del pudore
Il comune senso del pudore
Marta Boneschi, Il Mulino - 2018
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.