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La casa dei libri

Una libreria in una piccola citta' di mare

Rosapurpurea - Ottavio Cirio Zanetti 05/10/2018

 La casa dei libri La casa dei libri Sembra un film per romantiche donne inglesi e non solo, certo non per quelle che credono di fare la Brexit ballando come un orso sulle musiche degli Abba. Sembra, ma non è proprio così. Siamo alla fine degli anni ’50 nel Suffolk, nella piccola città di mare di Harborough sbattuta dal vento e che si direbbe vivere di pesca e poco altro. Siamo nel ’59, ma potrebbe essere anche molto prima, segnali di eventuali novità dei Sessanta non ce ne sono proprio, i vestiti sono fatti a mano all’antica inglese, le case anche, i ricevimenti pretenziosi e con abiti color confetto ci sono solo nella casa della Gamart, signora anzi signorotta del luogo che vorrebbe aprire per capriccio e noia un centro culturale o qualcosa del genere, tipo carità con la cultura. Invece Florence, vedova di guerra con la passione dei libri e della lettura che condivideva col marito, nella sua Old House in centro paese, riesce ad aprire una libreria con passione e senza grandi mezzi perché <<Le copertine dei libri sono come un tetto e quattro mura, sono una casa>>. Su cui ricostruire la propria esistenza sembrano dire Florence e il film. Non sarà tanto facile. L’unico vero cliente e interlocutore di Florence è tale Mr. Brundish, che vive da eremita in una bella casa in collina e dopo che la moglie se n’è andata – non morta come tutti vogliono credere – passa il tempo a leggere. Capisce subito che quella libraia non ha gusti banali, come lui del resto che non vuole più libri di poesia ma tutti quelli di Ray Bradbury dopo che Florence gli ha mandato da leggere “Fahrenheit 451”. Florence legge “Lolita” di Nabokov e ne ordina subito 250 copie, riempie tutta la vetrina del negozio e scatena lo scandalo nella piccola comunità e il pretesto per l’invidiosa Gamart di farle requisire la Old House. La caccia alla libertà di pensiero colpisce anche nel più sperduto Suffolk. Ma lascerà un segno nella piccola Christine aiutante di Florence e pronta a coglierne l’eredità morale. Scritto e diretto da Isabel Coixet è tratto dal romanzo di Penelope Fitzgerald del ‘78 “La Casa dei libri” è un film spagnolo, pardon catalano ma più british di così non potrebbe essere. Non solo perché gli attori, bravissimi sono tutti inglesi, Emily Mortimer (Florence), Patricia Clarkson (la signora Gamart) e Bill Nighy (Mr Brundish) il più straordinario di tutti, ma per una certa nitidezza di regia e di intenti che non vuole strafare ma semplicemente raccontare. Come un buon libro.
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