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Un figlio all'improvviso

Le famiglie si possono scegliere

Rosapurpurea - Ottavio Cirio Zanetti 28/09/2018

Un figlio all'improvviso Un figlio all'improvviso Non mi va proprio di essere, eventualmente, accusato di leso cinema d’autore. Ma certe commedie soprattutto francesi – bisogna dirlo – hanno la capacità di cogliere il variare dei costumi quanto certi autori da premi internazionali. Penso al film giapponese (“Un affare di famiglia”) di cui ho scritto la settimana scorsa in cui il regista mostrava il suo punto di vista sulla famiglia e la filiazione ormai lontane dai legami di sangue. “Un figlio all’improvviso” di Sebastien Thiery e Vincent Lobelle è uno dei tanti film francesi che viene dai successi del teatro boulevardier, quello non finanziato dallo stato ma dal pubblico che compra il biglietto. Passato allo schermo racconta – cercando di far ridere invece che di piangere – una morale analoga, cioè che le famiglie, un po’ per caso, un po’ per carenza di affetti, ormai si possono scegliere a prescindere dai legami di sangue. Diventare genitori per caso è possibile, sembra dire il film, e recuperare un po’ di felicità, magari già avanti con gli anni. Christian Clavier e Catherine Frot sono una coppia non infelice ma ormai chiusa nel proprio tran tran senza figli, quasi al traguardo delle nozze d’oro. All’improvviso bussa alla loro porta uno strano individuo quasi quarantenne che si esprime con fatica (è praticamente sordomuto) che sostiene di essere figlio di Clavier.
 
Il potenziale padre subodora la truffa seppur tardiva, giura di non aver mai tradito la moglie, ma tant’è. Il presunto figlio presenta anche la sua fidanzata, cieca e per giunta incinta al nono mese. C’è anche un cane ringhioso con loro che si scoprirà – in una delle scene più esilaranti – ubbidire e calmarsi solo se gli si impartiscono secchi e perentori ordini in tedesco. Che fare ? La moglie intanto comincia a sciogliersi agli abbracci di quel presunto tardivo figlio certamente non suo. E, senza raccontare ulteriori risvolti e snodi della faccenda, alla fine il più altruista, tenero e amoroso, si rivelerà proprio quel diffidente marito, disposto ad accettare e allargare la famiglia ai nuovi intrusi pur di lenire la solitudine della moglie, e magari anche la sua. Christian Clavier e Catherine Frot sono esemplari per affiatamento come se fossero davvero attempati coniugi e lei, soprattutto, nel passare dall’euforia alla commozione senza mai indulgere, ma scacciandola con una risata e un abbraccio. Il presunto figlio audioleso è proprio Sebastien Thiery, il fortunato e abile autore della commedia.   
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