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I Bastardi di Pizzofalcone

Maurizio De Giovanni, Einaudi 2016

Ex libris - Elisabetta Bolondi 19/07/2018

La copertina del libro La copertina del libro La Rai in estate ripropone fiction già andate in onda. E' il caso della serie tratta dai libri di Maurizio De Giovanni, "I Bastardi di Pizzofalcone", che ogni domenica sera fanno compagnia agli spettatori attratti dal fascino degli attori protagonisti, Gassmann e Crescentini, ma soprattutto dalle location napoletane, bellissime case e scorci inediti della città partenopea. Lasciato l'ormai famosissimo commissario Ricciardi e i suoi delitti nella Napoli anni Trenta, Maurizio De Giovanni, ormai una star nel panorama dei giallisti italiani, fortunati e numerosi, ci presenta un nuovo personaggio: il commissario Lojacono, agrigentino, ma stabilitosi a Napoli in seguito ad una indagine che lo ha visto coinvolto in modo spiacevole, accusato di favoreggiamento alla mafia. Siamo ai nostri giorni, e Giuseppe Lojacono viene mandato, quasi in punizione, in un commissariato del centro città insieme ad una squadra raccogliticcia di uomini che hanno qualcosa da farsi perdonare: i poliziotti dell'ufficio di Pizzofalcone si erano macchiati di corruzione, e ora la nuova compagine deve mostrarsi efficiente ed onesta, altrimenti l'intero commissariato verrà sciolto e i poliziotti dispersi.
 
Insieme a Lojacono facciamo conoscenza con Aragona, un bulletto che inforca e leva ossessivamente occhiali dalle lenti azzurrate per rendersi interessante, Alex De Nardo, amante delle armi al punto da aver sparato un colpo di pistola all'interno del commissariato dal quale era stata prontamente rimossa, Francesco Romano detto Hulk, grosso e potente, con la mano destra sempre pronta a colpire, ma pieno di problemi personali irrisolti... e ancora Lojacono, detto il cinese per i suoi occhi stretti come due fessure, separato infelicemente e padre di una adolescente inquieta, molto apprezzato dalle donne, specialmente da Laura Piras, formosa magistrata sarda, che ne è attratta e lo aiuta nel lavoro di indagine. Ci sarà un delitto in un ricco appartamento di via Caracciolo, muore uccisa da una boule de neige che l'ha colpita alle spalle una signora della ricca borghesia napoletana, Cecilia, sposata al notaio Arturo Festa, ricco, potente, donnaiolo, che al momento del delitto era in albergo a Sorrento con la sua amante, una commercialista bella e giovane, e dunque privo di alibi.
 
La storia si complica, entrano in ballo numerosi altri personaggi, l'indagine sembra essere ad un punto morto, il commissariato potrebbe essere costretto a chiudere i battenti, ma il prode Lojacono troverà la soluzione al giallo con le sue doti di abile detective. La storia è ben costruita, ma colpisce soprattutto la capacità dello scrittore di ricostruire con grande acutezza ed intelligenza interi spaccati sociali di una città complicata e indecifrabile come la Napoli odierna. Nel libro compaiono circoli aristocratici e bassi, appartamenti borghesi e studi professionali, interni miserabili, pizzerie e trattorie, corridoi della metropolitana, chiese e locali per scambisti, in una fantasmagoria di stridenti contraddizioni, mentre fuori il tempo promette tempesta, le onde del mare lambiscono con forza i marciapiedi del lungomare quasi a trascinare le passioni, spesso perverse quanto imprevedibili dei diversi personaggi.
 
Tra le pagine più riuscite del romanzo, le frasi che l'autore fa pronunciare all'anziana ed imbellettata baronessa Ruffolo, amica della vittima, testimone della crisi matrimoniale della sua amica Cecilia, e pronta ad condannare impietosamente la società di cui lei stessa è parte integrante: "Il nostro mondo. Le vacanze a Cortina, a Capri... la casa a New York o a Parigi, l'ufficio a Londra. I salotti. I circoli. Tutto senza finestre per non vedere che altro succede nel mondo o in città, per convincerci che la nostra vita sia in realtà l'universo intero...". De Giovanni dimostra di conoscere molto bene la sua città, di saperne individuare i grandi drammi che la stanno rendendo una città in declino, ma anche di capirne le potenzialità, il fascino segreto di cui i poliziotti, i bastardi del titolo, sembrano esserne una efficace e promettente metafora di riscossa.
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