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L'albero del vicino

Liti di condominio

Rosapurpurea - Ottavio Cirio Zanetti 12/07/2018

L'albero del vicino L'albero del vicino E’ un film che dovrebbero vedere tutti, ma proprio tutti, quelli che abitano in un condominio, ma soprattutto gli architetti che progettando villette a schiera incollate una all’altra progettano in realtà l’infelicità, il disagio e la violenza che deriva dalla vita gomito a gomito mascherata da finta libertà individuale. Non è che le cose vadano meglio nelle villette ben più distanziate e personali della Wisteria di “Desperate housewives” ma in quelle dell’islandese “L’albero del vicino”, ordinate ed educate ma troppo contigue, la violenza ribolle prima sotterranea, poi si accumula per esplodere nel finale come un geyser. Quello di Hafstein Gunnar Sigurdsson è un film dall’architettura perfetta, sceneggiatura non meno sorvegliata, crescendo sorprendente e ben musicato. Si comincia con una lite apparentemente banale tra giovani coniugi. Agnes sorprende nottetempo il marito Attli intento a ripassare le sue prodezze sessuali in un pornovideo personale che ha per protagonista lui stesso con una ex, evidentemente rimpianta. Viene messo alla porta così com’è in maglietta e gli verrà impedito persino di vedere la piccola figlia, oltre che di recuperare almeno i vestiti nella casa dove la serratura sarà prontamente cambiata. Attli si rifugia dai genitori. Le cose sembrano più calme nella coppia di mezz’età, ma è il rapporto coi vicini ad essere problematico per via di un bell’albero nel giardinetto dei genitori che secondo i vicini di villetta a schiera andrebbe severamente potato perché con la sua ombra frondosa impedisce alla nuova giovane moglie del vicino di prendere il sole. Basterebbe spostare la sdraio ma è meglio dare la colpa ai vicini e infastidirli con una escalation di disturbo, gomme della macchina improvvisamente a terra, gatta di casa che sparisce, nanetti da giardino che mostrano il culo che riappaiono in salotto, segno che qualcuno è entrato persino in casa. Si risponde con insulti soprattutto da parte della madre di Attli, inconsolabile da quando ha perso il figlio maggiore, scomparso e forse morto suicida, mentre lei continua festeggiarne i compleanni con tavola imbandita come se fosse ancora tra loro. Da godere l’esilarante riunione di condominio nella casa di Agnes, ormai ex di Attli. Messa all’indice la coppia esuberante che fa sesso e commenti al medesimo troppo rumorosi e irriferibili e che invece plaude ad Attli e ai suoi intimi pornovideo. Quanto agli animali domestici, su di loro si sfogano le vendette di vicinato, cosa che in un film USA non potrebbe accadere. Bel film senza pietà per nessuno, volti di attori molto bravi scandagliati da una regia che ritma perfettamente il crescendo dalla commedia di costume alla più violenta e imprevedibile tragedia.
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