Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Il sacrificio del cervo sacro

Pretese di tragedia

Rosapurpurea - Ottavio Cirio Zanetti 06/07/2018

Una scena del film Una scena del film Tragedia greca. Maneggiare con cura. Il contrario di quanto fa il regista autoriale greco Yorgos Lanthimos, rischiando il ridicolo o l'incomprensibile, come mi confidava una spettatrice all'uscita del film "Il sacrificio del cervo sacro": «Ho capito poco o nulla». Già trapiantare il mito greco in terra americana e odierna non è proprio agevole, tra ospedali asettici e case con interni borghesi curatissimi, pronti per essere fotografati per AD. Tanto per metterci a nostro agio si inizia con lo Stabat Mater di Shubert sparato a volume altissimo su un cuore pulsante a vista con tanto di orlo all'intorno con ago e filo chirurgico. Perché Steven (Colin Farrell che nasconde le poche espressioni dietro una barbona invadente) è cardiochirurgo e fin qui niente di strano.
 
Più incomprensibili sembrano i suoi incontri con un adolescente, Martin, lui sì di inquietante aspetto e sguardo sbieco (Barry Keoghan, l'unico davvero bravo) che sembra promettere il peggio già con la sua insistenza per incontrare Steven e i suoi ordini perentori per volerlo vedere più di frequente e quando vuole lui e per incoraggiarlo a farsi sua madre vedova. Steven lo copre di regali, orologi costosi, e si capisce che non sono i primi, acconsente a cene in famiglia, lo invita persino nella sua casa da AD e gli presenta moglie e figli. La moglie di Steven è Nicole Kidman, impegnata soprattutto a non azzardare espressioni che potrebbero virare in rughe e stare impettita come un palo (da un metro e novanta) e a fingersi anestetizzata: «Anestesia totale?» chiede al marito già sul talamo in camera da letto.
 
E' la postura che le riesce meglio e pare che il chirurgo si ecciti così. Ma gli orologi costosi non bastano a placare la voglia di vendetta del giovane Martin. Perché il chirurgo gli ha fatto morire il padre in sala operatoria (aveva  bevuto, non il padre ma il medico) e dunque Martin colpisce la famigliola borghese perfetta riducendo in stato paraplegico i due figli, si immagina grazie a poteri paranormali. Non gli basta, il chirurgo deve ammazzare personalmente uno dei due figli, a scelta. Cosa che farà nel salotto AD, tutti con un cappuccio in testa, lui compreso, in una specie di selvaggia roulette russa con fucile. Che dire? Nonostante lo Stabat Mater e il solletico colto di trapiantare "Ifigenia in Aulide" nella ricca borghesia americana, nonostante i buoni movimenti di macchina (ci mancherebbe), l'unica cosa che colpisce davvero è che a Cannes questo film abbia strappato un premio alla sceneggiatura.
Altre sull'argomento
L'incredibile viaggio del fachiro
L'incredibile viaggio del fachiro
Colpo di fulmine per Ikea
L'incredibile viaggio del fachiro
L'incredibile viaggio del fachiro
Colpo di fulmine per Ikea
The Escape
The Escape
Casalinga disperata nel Kent
La stanza delle meraviglie
La stanza delle meraviglie
New York protagonista
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.