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La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg

Sandra Petrignani, Neri Pozza 2018

Ex libris - Elisabetta Bolondi 15/06/2018

La copertina del libro La copertina del libro E' appena uscita la cinquina di libri, scelti tra i dodici finalisti, che si disputeranno il prossimo 5 luglio l'ambitissimo Premio Strega, che costituisce per autori ed editori italiani l'Oscar per la fama dei primi e per il fatturato degli altri. Tra i cinque libri finalisti compaiono ben tre donne: la decana Lia Levi, Helena Janezek e Sandra Petrignani, autrice per l'editore indipendente Neri Pozza de "La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg". Ho amato moltissimo questo intenso e documentato libro, un po' saggio e un po' romanzo, un po' memoir e un po' biografia che Sandra Petrignani, già autrice di un bellissimo saggio sulle vicende culturali della Capitale, "Addio a Roma", ha dedicato alla vita lunga e piena di implicazioni storiche, politiche, letterarie di Natalia Ginzburg.
 
Una miniera di informazioni, di scoperte, di aneddoti, di riflessioni, di memorie che, raccontando la storia di Natalia, spaziano nel mondo culturale in senso ampio, di cui la scrittrice è stata protagonista per decenni: insieme a lei riscopriamo personaggi importanti della storia del secondo Novecento, da Leone Ginzburg a Giulio Einaudi, da Adriano Olivetti a Cesare Pavese, da Elsa Morante a Cesare Garboli, da Gabriele Baldini a Italo Calvino, da Carlo Levi a Vittorio Foa, da Moravia a Pasolini. Di tutti, in rapporto con Natalia Ginzburg, scopriamo ritratti inediti, relazioni non sempre facili, passioni, amori, sconfitte, perdite, lutti: Torino, il confino, Roma, nelle oltre 400 pagine si trovano nomi, pensieri, risvolti, affermazioni, che ci restituiscono un mondo letterario, storico, antropologico che malgrado la nostra condizione di lettori forti, non sempre e non del tutto conoscevamo.
 
Sandra Petrignani ha seguito per anni le tracce di Natalia Ginzburg, ha visitato le case nelle quali la scrittrice è nata, ha abitato, ha vissuto, dalle quali si è allontanata. Ha ricostruito i legami familiari con genitori e fratelli, con figli e nipoti, con mariti e compagni, con gli amici, con i colleghi artisti e scrittori. Attraverso le pagine del libro, il carcere di Regina Coeli dove Leone Ginzburg è morto dopo le percosse dei nazisti ci si schiude con tragica immediatezza, come la stanza dell'albergo torinese in cui il caro amico Pavese si era dato la morte nel 1950.
 
La casa romana di via Campo Marzio 3, le cui scale ripidissime la stessa autrice aveva salito per presentare a Natalia il suo primo libro, ricevendone una fredda risposta negativa: "Io questo libro non l'ho capito. Siccome non l'ho capito non mi piace". Questo non ha impedito in seguito a Sandra Petrignani di rileggere con la maturità acquisita la fondamentale giustezza del giudizio negativo su un romanzo ancora informe, e di saper apprezzare il carattere a volte duro e ruvido della scrittrice di "Lessico famigliare", ma riconoscendone la grande onestà e correttezza. Libro prezioso, fondamentale per la ricostruzione di un mondo che oggi non possiamo che rimpiangere, per la grandezza dei suoi protagonisti che Sandra Petrignani racconta con maestria, profonda empatia, grande sensibilità.
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