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Ostracismo

Veit Heinichen, Edizioni e/o 2018

Ex libris - Elisabetta Bolondi 08/06/2018

La copertina del libro La copertina del libro Il commissario Proteo Laurenti, salernitano emigrato al nord, ormai cittadino triestino da moltissimi anni, lavora con serietà e accanimento professionale nel ricercare i colpevoli di delitti, truffe, misfatti che spesso hanno a che fare con la collocazione eccentrica di Trieste. Anche in questo ultimo libro propone una storia inquietante: un delitto, avvenuto molti anni prima, aveva visto condannare ingiustamente Aristeides Albanese, che dodici testimoni concordemente avevano accusato della morte di una guardia giurata. Ora l'uomo, dopo aver scontato 17 anni di carcere, torna a Trieste deciso a vendicarsi: ha i capelli lunghissimi legati con una coda, in carcere è diventato un raffinato chef; ha cucinato per la mensa del carcere, ha usufruito di permessi per cucinare anche fuori, si è fatto un nome, che ora vorrebbe sfruttare aprendo un piccolo locale vicino al tribunale, in società con un compagno di carcere, un giovane pakistano che è diventato anche lui bravissimo.
 
Ma mentre si prepara l'apertura del locale, finanziato da una vecchia prostituta che aveva fatto da madre ad Albanese, conosciuto in città con il soprannome de Il Greco, lui sta preparando la sua sottilissima vendetta; si è procurato dell'olio di ricino e dei semi di quella pianta, che opportunamente miscelati possono procurare gravissimi problemi intestinali. Lui farà il giro dei testimoni che hanno congiurato per la sua condanna, al soldo di un potente ed intoccabile politico locale, cucinando piatti apparentemente squisiti, che le vittime troveranno inspiegabilmente nelle loro cucine. Inutile dire che in città si sparge il panico.
 
La trama ben congegnata del giallo, i personaggi ben disegnati, i dialoghi intelligenti, la lingua scorrevole, sono alcuni degli ingredienti del nuovo romanzo di Heinichen: ma invece il valore dei suoi libri sta nell'analisi politica, sociologica, economica, di costume che lo scrittore porta aventi insieme al plot: Trieste è descritta come una città ricca, privilegiata, ma violenta e razzista.
 
Gli outsider, ex galeotti o stranieri, immigrati regolari e non, sono oggetto di aggressioni e di violenza immotivata: "Alcuni fanatici neofascisti avevano messo su un gruppo di vigilantes che fomentava l'odio contro gli immigrati e di notte imperversava per Trieste, dove si concentrava una popolazione che storicamente riuniva oltre novanta etnie e rappresentava tutte le religioni d'Europa. I giustizieri, divisi in squadre di almeno quattro picchiatori armati di manganelli, facevano ronda intorno all'Ospedale Maggiore, dove era concentrata la maggior parte degli stranieri provenienti dal sud-est europeo, dal Vicino Oriente, dal Nord Africa e dall'Asia centrale".
 
Un'analisi storica attenta e approfondita, presente in molte delle pagine del romanzo, nelle quali l'autore esprime con forza la sua condanna a queste nuove e inquietanti forme di razzismo, di populismo, di intolleranza, di cui spiega con competenza storica le motivazioni che vengono dalle recenti vicende europee, dai sommovimenti che ne hanno mutato il volto, delle guerre che hanno travagliato il confine orientale, delle migrazioni di carattere quasi biblico che caratterizzano il nostro tempo, anche se forze politiche sempre più presenti e vincenti vorrebbero fermarne l'inarrestabile flusso: "Da qualche anno, quando il flusso dei migranti attraverso i Balcani era aumentato di nuovo e lo Stato Islamico mirava a diffondere insicurezza in Europa con attentati terroristici, molti poliziotti erano stati mandati di rinforzo a Trieste… Di questa iperattività fine a se stessa bisognava ringraziare i paesi nordeuropei, che in vista delle elezioni avevano alzato fili spinati e andavano a caccia di voti facendo leva su una strategia della paura fondata sull'ottuso populismo".
 
Tedesco di origine e di lingua, triestino di adozione, Veit Heinichen con la scusa del giallo, un po' come Camilleri in Sicilia, ci racconta con coraggio e lucidità quello che sta avvenendo all'estremo confine orientale nel nostro paese, e non è un bel quadro, quello che ci presenta. Uscito in Germania nel 2017, il libro è profetico, e consigliato a quanti ignorano il pericolo incombente di populismo e razzismo che si stanno affermando "democraticamente" in molti paesi del continente  europeo.
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