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La truffa dei Logan

Balordi ma non troppo

Rosapurpurea - Ottavio Cirio Zanetti 08/06/2018

Una scena del film Una scena del film C'era da aspettarselo da un regista come Steven Soderbergh, il minimo è che inventi una specie di autoparodia del suo "Ocean's eleven". Così è "La truffa dei Logan". Siamo nel sud dell'America di Trump. Ci sono due fratelli che sembrano assai diversi ma sono pronti ad accorrere uno per l'altro quando serve. Jimmy (Channing Tatum) stava per diventare un campione di football ma un infortunio al ginocchio gli ha troncato la carriera. Si impegna in lavori pesanti tipo guidare una scavatrice ma viene licenziato perché zoppica e non ha dichiarato subito quel suo ginocchio sifolino. Clyde (Adam Driver) mesce bevande in un bar con l'unico braccio che gli è rimasto dopo un incidente di guerra in Iraq. Viene anche preso in giro da qualche cliente strafottente per quella sua menomazione, ma Jimmy accorre e li gonfia di botte. Jimmy sarà pure rozzo, ma nel corso del suo ex lavoro di scavatore di tunnel ha scoperto che una montagna di soldi, durante la Charlotte Motor Speedway, scorre letteralmente come acqua in tubi sotterranei. Intercettarli e rubarli sarà il suo prossimo impegno e impiego. Ha bisogno dell'aiuto di Clyde e soprattutto di un esperto di esplosivi, tale Joe Bang (Daniel Craig) che, piccolo particolare, sta scontando la pena in carcere.
 
Dunque bisogna pure organizzare la fuga dal carcere di Bang per qualche ora per poi farlo rientrare come se niente fosse, a scopo alibi perfetto. Con l'aggiunta di una sciampista che guida come Ryan Gosling in "Drive" e di carcerati compiacenti che organizzano una rissa a scopo depistaggio. Ad addolcire il tutto e il finale (che non si può raccontare ma è tutto da godere) c'è una bimba non bella ma simpatica (è la figlia di Jimmy e della di lui moglie separata) che sta a dieta per partecipare a concorsi tipo quelli di "Little miss Sunshine" e che si converte alla dolcezza dei gelati italiani avendo esordito con un «Quando Rihanna parla di ombrello si riferisce alla sua vagina». Attori bravi e divertenti a cominciare da Craig, ossigenato come Robert Shaw in "007 Dalla Russia con amore". Parecchia azione anche sconclusionata e pasticciona, esplosivi fatti con sale e caramelle gommose, imbranati che se la cavano meglio dei furbetti, assicurazioni che pagano ammanchi presunti e non proprio esattamente calcolati. Lestofanti ben peggio di quei ladri balordi e un po' rozzi per cui sicuramente fa il tifo il regista. E noi con lui.
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